elina:

Solo scavando dentro la Bellezza appaiono i solchi e dentro i solchi parlano i luoghi, il senso della natura, il significato delle cose.

Originally posted on CARTESENSIBILI:

liv sorvaag

Liv Sorvaag _artodyssey (6).

Solitudine
La solitudine è come la pioggia. 
Si alza dal mare verso sera; 
dalle pianure lontane, distanti, sale verso il cielo a cui da sempre appartiene. 
E proprio dal cielo ricade sulla città. 
Piove quaggiù nelle ore crepuscolari, 
allorché tutti i vicoli si volgono verso il mattino e i corpi, 
che nulla hanno trovato, delusi e tristi si lasciano l’un l’altro; 
e persone che si odiano a vicenda sono costrette a dormire insieme in un letto unico: 
è allora che la solitudine scorre insieme ai fiumi…

Rainer Maria Rilke
(traduzione di Federica Galetto)

La raccolta omonima di Federica Galetto si apre con la citazione di alcuni versi di Rainer Maria Rilke, tradotti dall’autrice, a porgere una strada di percorrenza.
Nel mettermi in ascolto, nel passeggiare “verso sera” tra le pagine, sento il prevalere dei colori della stagione ormai prossima, appaiono panorami d’inverno tra suoni…

View original 306 altre parole

Immagine Christian Schloe

Christian Schloe

se questo provare un dentro

è stato il mio primo gemere

e risuonare di vuoto e silenzio adorabile,

se il tuo fiato mi ha dipinto e la tua voce mi ha addomesticato,

se questo dire e non dire ha allargato il respiro,

se l’oscuro del nascere è cavità di parola,

se sono stata di questo cielo e terra e non lo so ricordare,

se aiuto il cristallo più acceso dentro di me a non spegnersi,

se c’è un Tutto dentro di me in cui risorgere

 

(Nicoletta Nuzzo da “Amata voce” di prossima pubblicazione)

Sibilla, Rivelazione – Octavia Monaco

Octavia Monaco

 

Improvvisa irrompe
la slabbratura del tempo.
Squilibri sottili si mostrano
il corpo si fa presente
reclama i fili sottratti,
le fratture sottilmente scavate,
i sensi a lungo inascoltati.

La vertigine rapisce sull’orlo di precipizi
inesplorati.
Annaspo, mi sporgo, mi perdo
nella nebbia di viscere troppo a lungo scisse.
Infine, un attimo prima dell’oltre
mi sento.

Il pensiero lascia ciò che troppo a lungo ha sottratto.
Respiro.

Nella bellezza della pausa scopro la libertà del fiato.
Feritoia d’anima, alveo del tempo,
incarnazione del nostro essere qui.

Respiro.

E in questo fiato rinasco.

immagine di Dominique Fortin

Dominique Fortin

 

Tra rami spezzati
bagnati di petalo nero il mio cuore torna
alla porta, verde, al filo d’oro
Sfila la luce
nel polso bagnato che ha perso le favole
indugia una stella
E’ mattino.

Cristina Chiappani

 

cristina chiappani

 

Le bambine dei sogni

sgusciano dall’acqua

iniziano a correre   prima

poi    in passi di danza   e

il tempo  salta   in voce

chiama  con erbari di suoni

 

il loro sguardo mentre

ci insegue.

 

.

da “Per filo e per segno” ed. Terra d’Ulivi 2014

 

 

 

Henri-Edmond Cross

 

Henri-Edmond Cross

 

“ Aveva voli negli occhi e farfalle di suoni sulle labbra”. Sento molto appropriato alle tue poesie questo dire. E’ la levità la tua cifra, nonostante appaiano qua e là rossi contrasti come magie tenacemente cercate. Le parole che usi rendono assai bene il brillio del mare e la paziente luce silenziosa. L’incisione dei ricordi ha quasi il tocco di un rammendo dovuto, la vita è solo quel piccolo gocciare di ore attraverso la cruna di azioni semplici, di luoghi appartati, di spazi tornati segreti. Non verranno altri mari. “Mi spunta in testa il mare/ lunga una conchiglia/ soffiata in cantilena da mia madre/”. E’ il tuo mare, un accecamento di solitudine e speranza, quasi una trasformazione in creatura marina, o creatura dai contorni indefiniti. E cercare al di là del banale è possedere la luce.

Alessandra Baldoni

alessandra baldoni

 

 

Ho radici
lungo il fiume della Vita,
mi alimento di colori e di sostanze
minerali.
Eppure
sbando spesso e mi ritrovo
soffocata, l’occhio rosso, e privata
di ogni alito di vento.
A memoria
conosco lo sgomento,
l’intrusione del male, della fame,
del tormento.
Ma ho radici lungo il fiume della Vita.
E in quelle tasche d’acqua
immergo la mia lotta: vi leggo la promessa
che non sarò sconfitta.

 

 

elina:

molto belli i “passaggi” di questa lettura che coglie intero il “corpo-sogno”
grazie Nicoletta

Originally posted on Nicoletta Nuzzo:

christian-schloe-new-natureSulla poesia di Elina Miticocchio,  Per filo & per segno (edizioni Terra d’ulivi 2014)

Tessere è fare di più filamenti un unico filo che possa estrarre dal vuoto una trama che ci protegga dentro ad un ordine. Ma per la poeta Elina Miticocchio quest’ordine è quasi un disegno onirico che, se rapprende le paure di notte, svanisce di giorno, perché “ritorna il cuore alle stanze del cielo/ all’infinito corpo che in cerchio navighiamo”.

E a muovere questo “infinito corpo” sembra esserci “un debolissimo levarsi delle onde”, un soffio, impercettibile come il respiro, fragile ma potente nell’essere della vita.

Per tutto il libro la parola crea un silenzio fortissimo proprio per ascoltare e non fermare questo soffio che rimbalza fin dall’infanzia “lunga una conchiglia/soffiata in cantilena da mia madre”.

Il corpo di Elina sembra materia sognante che diventa mare “Mi…

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ph- Magaly Ohika

Magaly Ohika

 

ho dimenticato qualcosa da te,
forse il nervo ottico, le iridi con il prato
un braccio liquefatto che dalle spalle
annega la schiena, toglie il fiato;
ho ricordato qualcosa di te,
come si ricorda primavera da una piccola rosa
un poco sofferente,
nell’aiuola sotto casa.

*

gli occhi arrivano prima
dell’ostacolo
ma quel giorno sono stati così lenti
che mi si sono spezzata le caviglie
come gambi vuoti di grano
paglia di agosto, San Lorenzo ancora in cielo,
giallo infiammato.

 

 

ottobre: 2014
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