Alessandra Baldoni

alessandra baldoni

 

 

Ho radici
lungo il fiume della Vita,
mi alimento di colori e di sostanze
minerali.
Eppure
sbando spesso e mi ritrovo
soffocata, l’occhio rosso, e privata
di ogni alito di vento.
A memoria
conosco lo sgomento,
l’intrusione del male, della fame,
del tormento.
Ma ho radici lungo il fiume della Vita.
E in quelle tasche d’acqua
immergo la mia lotta: vi leggo la promessa
che non sarò sconfitta.

 

 

elina:

molto belli i “passaggi” di questa lettura che coglie intero il “corpo-sogno”
grazie Nicoletta

Originally posted on Nicoletta Nuzzo:

christian-schloe-new-natureSulla poesia di Elina Miticocchio,  Per filo & per segno (edizioni Terra d’ulivi 2014)

Tessere è fare di più filamenti un unico filo che possa estrarre dal vuoto una trama che ci protegga dentro ad un ordine. Ma per la poeta Elina Miticocchio quest’ordine è quasi un disegno onirico che, se rapprende le paure di notte, svanisce di giorno, perché “ritorna il cuore alle stanze del cielo/ all’infinito corpo che in cerchio navighiamo”.

E a muovere questo “infinito corpo” sembra esserci “un debolissimo levarsi delle onde”, un soffio, impercettibile come il respiro, fragile ma potente nell’essere della vita.

Per tutto il libro la parola crea un silenzio fortissimo proprio per ascoltare e non fermare questo soffio che rimbalza fin dall’infanzia “lunga una conchiglia/soffiata in cantilena da mia madre”.

Il corpo di Elina sembra materia sognante che diventa mare “Mi…

View original 132 altre parole

ph- Magaly Ohika

Magaly Ohika

 

ho dimenticato qualcosa da te,
forse il nervo ottico, le iridi con il prato
un braccio liquefatto che dalle spalle
annega la schiena, toglie il fiato;
ho ricordato qualcosa di te,
come si ricorda primavera da una piccola rosa
un poco sofferente,
nell’aiuola sotto casa.

*

gli occhi arrivano prima
dell’ostacolo
ma quel giorno sono stati così lenti
che mi si sono spezzata le caviglie
come gambi vuoti di grano
paglia di agosto, San Lorenzo ancora in cielo,
giallo infiammato.

 

 

Giancarlo David – “Zolla” olio su tela

GIANCARLO DAVID

 

Quando si scava dentro gli occhi appare qualcosa che guizza oltre il buio e scrive senza fine, in noi, l’ignoto

 

.

 

Giancarlo David nato a Caorle VE il 5 Marzo 1948 morto il 12 Agosto 2003

opera di Alexander Volkov

Alexander Volkov

 

Tornerò a terre bambine;
a una morbida terra di acque.
Su grandi prati che io invecchi
e narri al fiume fiabe e fiabe.
Che io abbia una fonte come madre
e alla siesta vada a cercarla,
e in giare scenda da un pendio
un’acqua dolce, acuta e aspra.

Andrew Wyeth – Vento dal mare

Andrew Wyeth

 

Lascia sia il vento a completar le parole
che la tua voce non sa articolare.
Non ci occorrono più le parole.
Siamo entrambi il medesimo silenzio.
Come due specchi, svuotati d’ ogni immagine,
che l’uno all’altro rendono
un semplice raggio. E ci basta.

immagine Isabella Faro

Isabella Faro

 

voce di sabbia

ondulata

voce pastello

di segno

e imperfetta appare

come un treno pensoso

la sua corsa tra i filari del vento

immagine Romina Dughero

Romina Dughero

 

quando il mare che ho in testa si calmerà

dal ferro del giorno toccherò fogli e brezze marine

scarpe spaiate comporranno riparo

alla notte, alle note a m a r g i n e

anime bianche cadute di rugiada

a scavare impronte

oblique di luce a spiegare i passi

foto.

ritorno nei luoghi di sempre

solo ieri ancora troppo

lontani

per avere i margini netti

di un’ossidiana

stretta nella mia mano

settembre: 2014
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