Stai sfogliando l'archivio mensile di maggio 2011.
avevo desistito dall’imbroglio di vederla nella foglia staccata, nell’albero a primavera. nulla,la trovai dopo averla cercata per anni, nel silenzio di un dolore non gridato. chi mai avrebbe creduto a quella barca e all’arca di cartone in cui navigavo senza vele.e vento a schiaffi a sbriciolare la piccola figurina di pane
*
leggendo “capiterà una notte di vento” da fernirosso webBlock
http://fernirosso.wordpress.com/2010/09/30/capitera-una-notte-di-vento/#more-16855
Jean Duquoc
scucito e di schiena il giorno
al passo galoppa mio padre
e porta fiori questa notte
li sparge, li lascia cadere spenti
alle pietre al rintocco li raccolgo
dove è l’albero dell’eterna primavera?
ditemi che vive e mi attende
vinco il sonno e l’occhio
capta la luce della luna
tinta è di rosso sole
un riflesso nel mio sentiero espanso.
Josephine Sacabo
mentre dondola d’arancio il confine
dentro le mura
rifugia lo strappo del giorno.
.
è olio il mandorlo
sulla scogliera dei seni
alle cattive
vocalizzo dell’abbaglio.
.
da finestre di nylon epistilio denuda
paesaggio ferito
e i capelli marini
come su una giostra
sono volute in una mano
di ruggine
sconsacrata ombra del sipario.
.
(overdose di dafne)
*
(diciassette petali)
quinta.
.
il morso del delirio
allunga amaranto i capelli
dove l’orlo del mattino
infilza smagliatura dell’istinto.
.
stesa sulla forma dell’acqua
lampara
è vorace viale allentato
dentro il filo delle gambe
.
come l’odore
sniffato nel sussurro del geranio
.
(diciassette petali)
.
- dall’altra parte il tramonto -
*
(geenna)
nel (geenna) in piena
intingermi
carme tuo amante.
.
generata nudità
matura il bacio nel ciliegio
schermata pietra di l’una.
.
verso origina
supplica del goduto vizio
e naufrago
in te
.
- umido seme d’orione -
.
al paesaggio
perduto
bevo del pianto
l’infinito.
.
Daìta Martinez è nata a Palermo e vi risiede.
Segnalata e premiata in diversi concorsi ha pubblicato in antologica con LietoColle, Mondadori, Akkuaria
è autrice dei testi in video tour Kalavria 2009
(dietro l’una) è la sua opera prima, edita LietoColle, 2011.
Peggy Wolf
lusinga precoce di un bocciolo
una superficie riflettente
nel sonno dei fornelli resta custode
e faro perfino ora
in questo giorno prego con rare suppliche
di abbeverare la sete
scavata nel mio concime tra rami e petali
come la vastità della fonte brilla venendomi incontro
sta in un pensiero calzare il passo di terra
nella ruota di sole la pioggia avvolge la rosa ai venti.
Paulina Wilk
Tanta resistenza
e questa schiena dritta in attacco
cammina con le spalle al cielo
non guardare che il vuoto
vita morte amore inevitabili fiere
da tenere stretti i tendini, sempre
all’erta – come se – una preveggenza
di scatto
Fiorella D’Errico 6 maggio 2011
.
Dentro la tela
cerata stava la paura affilata
premeva allo specchio pensiero
e numero affiorava naufraga e guardona
le diedi un fiore da annusare
chinò la bocca col fiato lo respinse
annusai l’odore spento la sua vittoria
Elina Miticocchio 9 maggio 2011
foto di Maria Korporal
Tace il rumore dei piatti da lavare
i mesi passati scrutano
lo zucchero ingoiato dalle tazze
rispolvero l’aria di una finestra
resta aperta nonostante
il freddo
fino a sera
passa sulla soglia una luna appannata
chissà che non trovi
le chiavi di casa.
*
questo testo è ospitato nel blog di fernirosso, lascio la pagina per altri incontri
Ho un dito d’acqua, di riserva per quando ho sete
un foglio, un cuscino e un profumo antico
un alito e l’audacia di soffiare parole
ho un sogno bello che giunge senza preavviso
sottilissimo riempie le maglie del giorno
si fa compagno e sorella in sosta
riluce, poi svapora
*
un grazie particolare a Mcristina Ferrari, alla sua “bacheca” e poesia.
Dài una casa all’incredulità, lascia entrare
della luce l’arco sottile, l’odore terreno
la presenza che colora
il ritorno in voce sembrerà normale
le notti tenui di luna lasciano una scia di neve
una prolungata fioritura.
*
leggendo Fiorella D’Errico “Architetture (20)








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