Paulina Wilk
Tanta resistenza
e questa schiena dritta in attacco
cammina con le spalle al cielo
non guardare che il vuoto
vita morte amore inevitabili fiere
da tenere stretti i tendini, sempre
all’erta – come se – una preveggenza
di scatto
Fiorella D’Errico 6 maggio 2011
.
Dentro la tela
cerata stava la paura affilata
premeva allo specchio pensiero
e numero affiorava naufraga e guardona
le diedi un fiore da annusare
chinò la bocca col fiato lo respinse
annusai l’odore spento la sua vittoria
Elina Miticocchio 9 maggio 2011


5 commenti
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9 maggio 2011 a 13:36
Fiorella D'Errico
Che bel controcanto, Elina. Grazie.
9 maggio 2011 a 14:52
elina
a te Fiorella
9 maggio 2011 a 15:33
marzia alunni
Elina e Fiorella dialogano indirettamente, si misurano, con la vita. Non l’accarezzano, questa controversa esistenza, per via di una repulsione verso ogni legame troppo stringente, piuttosto la osservano e si guardano vivere in tutta onestà intellettuale. L’attenzione allo stile, che fa guadagnare a Fiorella versi di nitida chiarezza come “vita morte amore inevitabili fiere” , non frena l’avvertimento di un malessere interiore, una sorta di acuto dissidio con la vita, espresso da quell’essere tutto sommato di “…spalle al cielo…” Per Elina la scelta stilistica conduce ad una dosata discorsività, fluida e dilemmatica negli aspetti semantici. Il dissidio si presenta come una dialettica fra ‘dentro’ e ‘fuori’ lo specchio, non già di Alice, ma di ciascuno . E’ inevitabile perciò che emerga il rischio di essere ( la paura) come connotato essenziale. Testi interessanti e allusivi dunque, da rileggere e meditare. Marzia Alunni
9 maggio 2011 a 19:01
Fiorella D'Errico
Grazie, Marzia, del tuo lucido commento.
14 maggio 2011 a 19:27
Meera
Cara Elina, le frasi del tuo componimento mi ricordano le immagini complesse della grande Amelia Rosselli. Complimenti. A presto…