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4 commenti
Feed dei commenti di questo articolo
10 gennaio 2012 a 18:15
Angela Greco
..bella davvero l’immagine! al di là della mia predilezione letteraria per le mele rosse e per il loro simbolismo, penso che con questa foto (e la tua meravigliosa ricercatezza) tu abbia centrato in maniera incisiva la solitudine che Cosmolabio -nonostante il titolo evochi spazi immensi seppur da misurare- ha in sè..e, poi, i piedi sono un altro elemento a me caro capaci di condurci o di allontanarci fisicamente dalle persone…
grazie Elina per questa squisita ospitalità nei tuoi luoghi!
un abbraccio fortissimo
12 gennaio 2012 a 01:20
catamor
Un flash, trattenuto e animato da una sorta di sospensione di animo e ambiente, breve come si addice alla rapidità -solo nella forma scelta- della sequenza, poiché quella ”sospensione” si prolunga nell’indagine inesausta, inevasa, della domanda finale. Se dovessi allegare una immagine, una visione, a questo testo, parlerei della croce: la leggo in quell’ultimo battito che richiama il ribadire il chiodo, sentito dalla ”parte del legno”, con l’inchiostro rosso che sembra scivere INRI, l’ultima voce. Circostanza priva di luce potrebbe sembrare un gioco di parole ma non lo è, indica -felicemente- il luogo della domanda finale, il posto di quella mano che vorrebbe percorrere la distanza dalle stelle. Ovviamente quanto sopra è strettamente soggettivo: me ne scuso.
Ciao
Cat.
12 gennaio 2012 a 08:48
elina
è una lettura di cui ti sono grata io per prima, un leggere profondo e tra le parole dette e evocate
noi siamo astri e mele
cadute dall’albero il primo albero
che ci fece fratelli e nemici
avidi di un giardino colmo di frutta
“in questa circostanza priva di luce”
tessiamo il filo della navigazione
ciao Cat e un abbraccio a te Angela
12 gennaio 2012 a 23:34
Angela Greco
Cat ed Elina siete due tra le pochissime persone veramente importanti per me!! grazie, vi voglio bene