Romina Dughero – Punto d’appoggio
sono gigli a tenermi
mi dondolano chiusa
come conchiglia
rigo-cciola sonno
il mondo danza puro
in una campana di vetro.
em
*
al bianco m’aggrappo s-vestita di muro in calce
aggiungo petali al contorno e ri-tratto senza spine
il ventre scoperto lascia intravedere il legame
con la tovaglia d’angolo e merletto..
(Angela Greco)
.
il ventre sorride tra il bianco netto di tutte le assenze
che attendono [origine] annidate in quel taglio
di pelle fiorito tra lo sguardo nascosto e la mano
non c’è un appiglio uno che scardini il centro
che viri il dettato vagito silenzio di questo restare
nel corpo perduto un ricordo
di quando eravamo insieme, confusi
di quando la carne era nido soffice altare
e tutto era sangue ed eco di cuore – uno scoppio -
e tutto era madre
[Silvia Rosa]
.
http://ilsassonellostagno.wordpress.com/2012/06/19/n10-sassolini/


13 commenti
Feed dei commenti di questo articolo
17 giugno 2012 a 15:30
Romina Dughero
E’ stupenda…un mondo in una campana di vetro, un essere dentro che guarda all’esterno nella sua gioia di gigli…tutto questo tiene stretto ..e’ il punto d’appoggio…ti abbraccio
17 giugno 2012 a 15:40
elina
@ Romina
di nuovo un’immagine a “bruciare” e mi è parso di trovare parole bianche per appigli meno fragili
17 giugno 2012 a 16:30
missnightingale
Questa che canti, è la stessa sensazione che provo quando vorrei ri-nascere e star bene. Chiusa, come conchiglia, nel bianco puro d’un giglio, protetta in una campana di vetro trasparente che mi culla, calda e rassicurante. Grazie Elina
17 giugno 2012 a 17:00
Angela Greco
tra la foto e i versi sinceramente non saprei a chi chiedere di farmi da ‘punto d’appoggio’…mi sento coinvolta da entrambe e per entrambe lascio due righi scritti nella messaggeria di Elina in Fb..brave brave brave!!
18 giugno 2012 a 10:23
Angela Greco
grazie Elina per l’ospitalità
!!
18 giugno 2012 a 10:57
Romina Dughero
Siete speciali…
18 giugno 2012 a 11:24
Silvia Rosa
il ventre sorride tra il bianco netto di tutte le assenze
che attendono [origine] annidate in quel taglio
di carne fiorito tra lo sguardo nascosto e la mano
non c’è un appiglio uno che scardini il centro
che viri il dettato vagito silenzio di questo restare
nel corpo perduto un ricordo
di quando eravamo insieme, confusi
di quando la pelle era nido soffice altare
e tutto era sangue ed eco del cuore – uno scoppio -
e tutto era madre
Silvia Rosa
[Un'immagine incantevole e suggestiva, che mi permetto di commentare così. Bellissimi anche i versi. Un caro saluto]
18 giugno 2012 a 15:05
Angela Greco
grazie Silvia per il tuo valore aggiunto! carissimo saluto anche a te
18 giugno 2012 a 12:22
elina
lieta del vostro passaggio
ciascuna di voi ha condotto in questa stanza di poche parole una “suggestione” e un “amore” preciso
a voi il mio grazie
18 giugno 2012 a 22:17
Isabella Faro
meraviglia……!
19 giugno 2012 a 09:23
elina
benvenuta Isabella e grazie
23 giugno 2012 a 20:58
Romina Dughero
Assaporare ogni singolo verso , sentirne il singulto sulla pelle e nell’anima…questo mio foglio bianco e’ stato scritto ed io vi ringrazio infinitamente …
23 giugno 2012 a 21:06
elina
il tuo foglio di luce continuerà a scrivere i colori, chi vorrà trascriverà altri passaggi di istante e poesia