non ho più una geografia in me

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Fotografia di Daniela Corfiati

Daniela Corfiati
sosto nella parola “casa”
quella parola
e’ il residuo scomposto
dove mi sono persa

.

era scritto nella mia vita
eppure non volevo leggerlo
nella casa abbandonata
un filo come un fantasma
muoveva la lanterna
nel vento ero
dove non c’era piu’ il sole

.

si fa buio nella dimora spoglia
e con le mani tese
non raggiungo la barca
i sogni non hanno guida
quando vestono i colori del saluto

brevi (nel cielo di Martha)

“Notte Oceano” opera di Martha Nieuwenhuijs

Martha

Nel cielo di cui ho pieni gli occhi
ritrovo i tuoi passi che danzano
l’imminente primavera veste la neve
una scrittura a custodire la casa
l’inizio dello sguardo acceso

.

“Poi c’è il vento cha fa suonare i rami” opera di Martha Nieuwenhuijs

M

Il tuo blu come i piedi nell’acqua d’estate, la scorpacciata di fragole
i baci di due amanti
nella tela splende un sogno lungo
il tempo di portare
il cielo in terra

.

Piccola dedica all’arte di Martha Nieuwenhuijs che tanto mi ha insegnato, la gioia di vivere l’arte, l’innocenza di una favola.

Per ricucirti a me

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opera di Felice Casorati

Felice Casorati

Per ricucirti a me

Madre di zucchero

Aspetto il sorgere del sole

Nella neve che ti fece bambina

Creatura e universo

Dentro di me

Piccola creatura

Eppure nel rosso ho trovato pagine chiare

Un biancore

Come se fossi io un alfabeto in cifre

.

dal mio libro LE STANZE DEL VENTO
SECOP edizioni 2016, collana “I Girasoli”

Doni

Foto di Anna Serrato

Anna Serrato

Tra i regali del vento trovo le chiavi della mia partenza.
Non cercherò una casa ma una nuvola su cui posare il mio piede e restare
in equilibrio per ricevere una carezza
come questa notte una ventata di fiori
mi ha coperta
e così rinata attraverso il giorno

21/01/2017

i miei fogli da Le stanze del vento letti da Nina Maroccolo

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LE STANZE DEL VENTO, Secop edizioni 2016

Eppure una lieve carezza di solitudine e di nostalgia permane nell’opera di Elina. L’incantamento di cui ci fa dono rammenta il volo degli uccelli prima della pioggia: un volo basso, rasente quel sentimento terrestre che pur non sfiorano.

Sembra un ossimoro. Il volo di lassù non è poi tanto diverso dal volo di quaggiù: la differenza è che noi siamo angeli con un’ala soltanto, e sbagliamo come esseri umani, mirando a una perfezione appartenente a molteplici dimensioni – nell’abbraccio.

E i versi di Elina ci sospingono nel canto dell’Angelus mattutino, fra le tinte acquarellate e dolcissime dei paesaggi.
Tutto accade. Come nell’universalità di Emily Dickinson.
Se c’è stata una donna che ci ha illuminato di fermezza, con la sua potente, sommessa indimenticabile voce; la parola sussurrata in un respiro, o in caduta libera; creatura di cielo e di terra: questa donna e poeta è Emily.
Elina si avvicina molto a quel sentire. Anche nel dolore privato, alla sua gnosi.
Ed è Bellezza. E’ preghiera inestinguibile…