La Baia: Elina Miticocchio

oggi sono in Un posto di Vacanza
grazie

Un Posto di vacanza

elina per la baia

Da Per filo & per segno, Terra d’ulivi 2014

***

una nuvola silente
dipinta sulla parete
distilla il suono
goccia la pioggia
notturna mi infilo
nel solito sogno
– Lola, il prato, una ricreazione –
Mi spunta in testa il mare
lunga una conchiglia
soffiata in cantilena da mia madre.

(dalla sezione: primi fili primi segni, p. 8)

***

d’estate i quaderni riposavano pigri
mia madre li riponeva
nella stanza fresca metteva una spiga di lavanda

d’acque annuvolati giorni scomparsi
tra vento e lune rosse
il mio corpo di donna
eppure le sere
si aprivano di suoni
un debolissimo levarsi delle onde
come di respiro un soffio
tutto ciò che è umano

(dalla sezione: primi fili primi segni, p. 9)

***

La parola spesa
presa all’amo divenne
guerra e sole
e non valse una cornice
per disegnare i volti
stretti schiacciati di cartone
di cartone le scritture esuli
naufraghe…

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breve

foto di Angelo Moscarino
Angelo Moscarino

La luce colora il seme della terra

scrive

la vita che nasce

il riposo dell’anziano

Nel tramonto di un giorno

vive già

il nuovo germoglio

Nell’onda del cerchio mare

la bocca di un pesce

vede un sogno di luce

Assolo per mia madre di Maria Pina Ciancio

cover

Maria Pina Ciancio, Assolo per mia madre – Edizioni L’Arca Felice
.
Ho ricevuto in dono dall’autrice una copia numerata a mano di questo “diario” e dialogo di affetti, disegnato con i colori della luce e dell’ombra, infine dell’assenza.
– Che colore avrà l’assenza? …
Un’assenza redenta da attimi di paesaggio e dal silenzio del camminare, dell’andare “di mani e di voci”.
Ho atteso a lungo che arrivasse il momento giusto per leggere i versi di Maria Pina, toccando con profondo rispetto e pianissimo ogni riga di scrittura, osservando la particolare grazia dolorosa delle parole, dei frammenti, del coro di voci.
– Non sono pronta – mi sono detta a perdere la terra del giorno di mia madre, a consegnare i sogni che abbiamo nutrito in tante lettere che ci siamo scritte, nella distanza geografica.
In alcuni momenti mi ha vinto la commozione ed ho richiuso il libro, tornando alle cose consuete, indolori.
Soltanto oggi ho sfogliato le pagine e mi sono incamminata, così come Maria Pina e sua madre Carmela tante volte si sono messe in cammino.
Stando sullo stesso percorso ho provato l’appartenenza ad un dialogo, prima fitto di voci, poi divenuto silenzio.
Camminerò più spedita forse o forse mi fermerò ancora, chissà quante altre volte a guardare i vostri “gerani in fiore”, affacciata alla finestra della vita.

da TERRACQUA, la nuova raccolta di Mirella Crapanzano

2016-07-11 11.52.20

dove si fa largo l’acqua trovo il rifugio
la pelle di salsedine, la casa fonda
dentro si cammina a piedi scalzi
quando il tempo è delle mareggiate
nella mia casa i suoni rasentano i ricordi
ragionano d’estate prima di finire in bocca
sfrondati chicchi di caffè, mandorle amare
dove si fa largo l’acqua la notte piega
a consolare, sfarina il dubbio
l’increspatura domenicale della fronte
che allarga fin dall’infanzia, che tiene polso
imbruna

*

cigola la luce quando è mezza la notte
fonda la distanza dall’inchiostro al mare
non appartengo che a queste rive
al dorso della pagina che scrive la lingua
dei cetacei, il suono alto accorcia il nodo
il vento tace sull’Isola, come un presagio
l’alta marea tra i seni, il nero stellato intorno
a fior d’acqua lucciole ignare costeggiano
le coste

*

la terra è tutta nelle spalle
protegge l’ombra del gelso
il verso della sedia contro l’albero
il girovagare lieve tra le gonne
che fa l’erba
quando sconfina troppo
la pelle che arriva dopo l’impazienza
per beatitudini condite
dove nessuno se le aspetta

Poesie di Antonella Taravella

Illustrazione di Federica Bordoni
federica-bordoni-autumn-processing-01

dentro questo bianco che manca

porto la morte nel silenzio di una parola

l’unghia preme nella neve

nel rimanermi accanto come lo sguardo

oltre la porta del sonno

*

si legano le fiabe

nei rari concerti delle foglie

mostrando passi che vanno

in direzione opposta al tramonto

(sanguina stregando

la misura di un palmo di cuore)

*

andarsene via dimenticando l’ombra sui gusci degli occhi

facendo creature con i bordi invecchiati del pane

cadendo come una parola oltre i muri sbriciolati

dal peso immorale della luna
.

Antonella Taravella
“La pietà del bianco”
Disegni di Francesco Balsamo
Carteggi Letterari – Le edizioni

da Quadernetto dedicato

Dominique Fortin
Dominique Fortin

Come i bambini non sentono il peso del corpo
ascolto il respiro delle linee d’ombra
e viaggio

interrogo creature sospese
gioco tra torri di nuvole
volo

rondini
mi portano per mano

*
Oggi mi faccio nido
Dove accorrono gli insetti
Quelli festosi

Oggi mi faccio mare
Tra le onde conservo
La mia onestà

Sto muta
Non mi faccio toccare
Dal male

Non tremo
Mi ricerco creatura
Nei pastelli di un corpo infinito

Per mare mio amore di Roberta Lipparini

R. Lipparini

Per mare mio amore di Roberta Lipparini (Terra d’ulivi 2016) è una silloge poetica costellata di semi di amore, di fiori d’amore, di arbusti d’amore e di buio d’amore.
Ha una sostanza lieve, in apparenza, ma se la lettura procede e segue il filo delle parole, ci si accorge del dramma che vive i fogli.
Fogli di canto, fogli di incanto, fogli di assenza. Ogni rigo dei testi ci parla, con stupore si cuce alla pelle, come uno strappo, come un graffio, si fa nostro corpo.
Le pagine avanzano tra incantamento e favola a dire un bisogno che diventa parola, poiché le parole sanno ben curare, lenire, anche se dicono il terrore.
Sono versi che si offrono come gesto del dono, senza nascondere o nascondersi parlano della vita, della ricerca di un battito che sia reale o irreale, anche piccolo, ma sempre presente.

Elina Miticocchio, 1.07.2016

esercitazioni

Le bambole di carta di Maki Hino
Maki Hino
.
oscilla una lanterna
è un soffio d’assenza
tra nuvole addormentate

una piuma volteggia
scivola come seta
infine si lascia cadere

accade che un sogno si offra
come batuffolo bianco
.
Maki Hino
.
È sulla schiena della verde addormentata che vedo i tuoi occhi su di me
La parola casa
Si costruisce
su foglie e cielo

Sulla soglia della porta
Orme si fanno continue
Nelle stanze ogni gesto
Si tesse di tempo

Poesia a quattro mani di Simona Visconti ed Elina Miticocchio

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