Elina (da “barocco sotto pelle” di Nicoletta Nuzzo)

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immagine di Dominique Fortin

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adesso sto qui,
i miei nervi hanno riposto gli uncini
e la pelle graffiata si è allentata,
di poco,
perché qui l’angolo è stretto,
basta appena al contorno delle ginocchia
chiuse a gomitolo,
tu spezzi per me il pane della gioia
e lo lasci trasudare
perché il suo soffio mi porti un’altra fame benedetta.

 

barocco sotto pelle

barocco sotto pelle

barocco sotto pelle di Nicoletta Nuzzo edito da Rupe Mutevole 2016, immagine di copertina di Pina Nuzzo

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Nicoletta Nuzzo con il suo libro di poesie barocco sotto pelle (Rupe Mutevole Edizioni, 2016) conduce un percorso e processo d’identità, un “ricamo” di esistenze che attraverso la parola di-segna il ritorno alla vita di ciascuno.
Mi colpisce profondamente come nell’invocazione della coscienza, nel ritornare ad un vissuto fatto di concretezza di oggetti, ricorra la pienezza e la contraddizione di un mondo sensibile, di un dolore scandito ma non ostentato.
Nella silloge diverse sono le soglie e le porte di comunicazione con il lettore.
Con versi, a volte brevi e dal linguaggio quasi ermetico, l’autrice ci accompagna e spinge a guardare un vissuto interiore che trova nella parola un porgersi verso l’altro, verso l’alto,fino all’attimo della creazione, fino a ritrovare i tesori del passato, di un barocco sotto pelle.
Appare tangibile come questa scrittura origini dalla ricerca costante di sé e dell’altro.
E’ evidente un senso di rinascita da un “nido di parole” che si fanno strade, vie, infine il proprio radicamento.
I versi sono concatenati, passaggi e viaggio.
Sono fecondità e terra di ritorno. In Semi leggiamo : “mio rametto di parole/trova casa qui da me,/c’è un corpo vagante tra fazzoletti neri e spighe,/ho messo il germoglio sotto il cuscino/ perché la mia testa lo possa scaldare,/ci sono già delle puntine di foglie che si arrampicano sulla pelle”.

di azzurri e sassi

Mira Nedyalkova

Mira

contava un passo per aprire la tenda e accedere o cadere dal sogno
un capitombolo che non si era mai visto dalle scale di un letto a castello
e intanto stringeva al petto il bianco di giugno
“accarezzami dei tuoi colori vento che soffi azzurro mare
e se cadrò sia galoppando una stella di ritorno”

Da “Che cos’è un bambino?” Di Beatrice Alemagna

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ill. Katje Vermeire

Katje Vermeire

I bambini vogliono essere ascoltati con gli orecchi spalancati.
I bambini posseggono delle cose piccole, proprio come loro: un piccolo letto, piccoli libri colorati, un piccolo ombrello, una piccola sedia.
Però vivono in un mondo grandissimo; talmente grande che le città non esistono, gli autobus salgono su nello spazio e le scale non finiscono mai.

Ai bambini, si sa, non piace andare a scuola. Ai bambini piace annusare l’erba chiudendo gli occhi, correre dietro ai piccioni gridando, ascoltare la voce lontana delle conchiglie, arricciare il naso davanti allo specchio.
Ci sono bambini di tutti i tipi, di tutti i colori, di tutte le forme.
I bambini che decidono di non crescere non cresceranno mai.
Avranno un mistero dentro di sé.
Allora anche da grandi si commuoveranno per le piccole cose: un raggio di sole o un fiocco di neve.

CASTING di Laura Pezzola

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Laura Pezzola

Qualcuno usa
i tuoi attrezzi da giardiniere,
l’anima è rasa,
i pensieri potati
i sogni rinvasati
nei balconi autunnali.
Qualcuno scende in cantina
con un vecchio carrello
una mensola smessa,
fruga nei ricordi
accantonati
nei sacchi neri della vita.
Qualcuno spinge il portone
cigolando
sale le scale sicuro
con la busta della spesa
rigonfia di pane,
sorridendo ti offre
una parte da protagonista
tu che pensavi
di essere comparsa.

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da “La manutenzione dell’anima”
Ed. Progetto Cultura 2013

è un problema serio da “IL VIAGGIO” di Mariangela Ruggiu

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Il viaggio

è un problema serio, m’innamoro
di ogni persona che incontro
m’incanto al primo filo dell’alba
e mi ferisco ad ogni parola dura

poi taccio, perché l’amore dissente
dal disamore, e non compete

mi stupisce il senso di tutto questo
lo sguardo incredulo di chi compatisce

ci sono i matti innamorati di tutto
ma sono pochi

.

da “IL VIAGGIO” di Mariangela Ruggiu, Terra d’Ulivi edizioni 2016

percorsi (con Mariangela Ruggiu)

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opera di Jessie Willcox Smith

Jessie Willcox Smith

una cosa bella per te
ce l’ho tra pollice e indice uniti

è una cosa piccola
non ha colore e se apro le dita svanisce

e allora vado così, stringendo le dita
finché non potrò aprirle nelle tue mani

o nel tuo cuore

(Mariangela Ruggiu)

.

limpide onde di suoni lungo il sentiero del ricordo
s’avvicina..
si accende il rito dell’ago
per cucire la stoffa di queste ore.

Il tempo è pieno tra le mani
senza pensiero del dopo

(Elina Miticocchio)

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