Una poesia di Mariangela Ruggiu

opera di Angelos Razis

Angelos Razis

che tu sia felice

che ci sia luce quando ti svegli
una mano lieve posata
un desiderio tra le ciglia

e voci intorno come un richiamo
profumi consueti come acqua che viene
libri con parole tue, e parole nuove

che tu rida come respirando
che l’aria si posi su di te con un abbraccio

che il sonno sia porta aperta

e noi andare e tornare

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Il foglio di parole

Fotografia di Margherita Bruno

foto di Margherita

Mi sveglio e riempio
il foglio di parole
Sono poesie
le foglie del mio albero
il fiore che sfida la luce
la potenza del vento che
anima le mie stanze
immerse nell’acqua
Infinite di stelle

.

Ho portato i colori all’orecchio
hanno la bocca chiusa

le parole come le onde
tornano indietro

come le voci
Nel profumo di un fiore

.

Ti ho creata poesia
con il pane della mia anima
ti ho chiamato vento
poi sole e poi nido

Mia creatura di carta
piccola figlia
tu giochi con l’erba

Rinasco ad ogni tua parola

da “La voce delle pietre” di Enza Armiento

copertina

Tuccillo, invece, un sogno ce l’aveva, passava ogni pomeriggio davanti casa mia. Lui voleva volare come un angioletto.
Ogni volta che vedeva passare qualcuno si toglieva il cappello, lo buttava a terra e iniziava ad agitare le braccia come a voler spiccare il volo.
Le persone amavano il suo sogno e partecipavano con occhi pieni di curiosità: aspettavano di vederlo spiccare il volo un giorno o l’altro. Tuccillo vedeva i loro volti contenti e agitava le braccia ancora di più. Lui eseguiva: «Tuccillo, fai l’angioletto»
«Fai l’angioletto» ripeteva e cercava di spiccare voli con le sue braccia assurde, ma quando lo accerchiavano e iniziavano a schernirlo, Tuccillo si sedeva a terra e piangeva e io volevo andargli vicino e dirgli: le tue braccia non sono ali. Tu non potrai mai volare.
La folla lo incitava, invece, e mi allontanava: non volevano perdere il loro passatempo, il dimostrare quanto lui fosse malato. Perché per loro era solo un malato, uno squilibrato. Questa era la bontà che i poveri mostravano! Questi erano coloro che meritavano di entrare nel regno dei cieli.

.

tratto da “La voce delle pietre”, Edizioni Smasher 2016

brevi

opera di Anna Redaelli dal titolo “Come un albero”

sono albero

Vivo scrivendo poesie
le scrivo anche di notte
tra un sogno e uno sbadiglio
che come un fiore sboccia
nel prato dei pensieri
e tornano i colori
e divento P o e s i a

.

Con la poesia cammino
e salto e volo

e cado

incontro le mie voci
ritrovo casa

Hanno nuova voce

Opera di Lucia Campinoti

Hanno nuova voce le foglie attraversate dal vento di risate, fresche, giocose.
Erano bambine con i grembiulini raccolti e nastri di sogni.
Era il mio maggio, il giorno della mia festa e aveva un caldo abbraccio a proteggermi.
Mio padre portava una lettera, una poesia riceveva in cambio.
Era la primavera della vita che ancora mi colora gli occhi.

azzurra di mare

Disegno di Antonella Schiralli nato sulle mie parole

antonella

una cecita’ azzurra di mare
sigilla gli occhi
la primavera riposa
nella voce del vento

mi ritrovo
nei mille cerchi d’acqua
creatura di musica
prendo forma

nota di una studentessa

copertina

In data 23-03-18, le classi 1 AL, 2 AL e 2 BL del Liceo “C. Poerio” di Foggia hanno partecipato alla presentazione del libro “ Le stanze del vento” dell’autrice Elina Miticocchio. Questo libro, pubblicato nel novembre del 2016, raccoglie poesie in cui l’autrice apre la sua interiorità descrivendo momenti della sua esistenza , infatti ritroviamo memorie legate a figure importanti della sua vita di fanciulla e non solo, come sua madre, sua nonna, suo padre e la giovane nipote, a cui è molto legata. E’ proprio nella poesia “ Ciao Arianna “, che l’autrice parla di lei e le racconta della trepidante attesa dei suoi genitori, nel periodo in cui era al sicuro nel grembo materno , e della vita che la aspetta . Ma come è nato il primo libro? Elina ha raccontato di come ciò sia nato dalle sollecitazioni del padre :” Papà mi disse di prendere tutte le mie poesie e farci un libro. Dopotutto aveva ragione, non potevo continuare a lasciare le mie poesie sparse per casa!” Ha aggiunto, inoltre, di come lei abbia affrontato e superato la timidezza per pubblicare il suo primo libro: “ Sono una persona timida “ ha detto: “ Non è stato facile, avevo paura di parlare in pubblico pensando alle presentazioni del libro dopo la sua pubblicazione”.
Nel presentare il suo testo l’autrice ha richiamato l’attenzione di noi studenti sulle immagini riportate sulla copertina e sul retro copertina, due opere d’arte raffiguranti giovani donne circondate da arbusti, attraverso le quali l’artista ha voluto rappresentare il messaggio racchiuso nelle parole della poetessa , la bellezza della NATURA , che per lei è fonte di ispirazione ma anche contenuto della sua opera. Durante l’incontro ALCUNI STUDENTI, HANNO LETTO DELLE POESIE E colto il significato, a volte non sempre immediato , grazie ai chiarimenti dell’autrice. Ci ha sollecitato a cimentarci nella produzione di testi; ad utilizzare la poesia come forma di comunicazione delle nostre emozioni, dei nostri sentimenti con le persone con le quali viviamo, a non vergognarci se qualcuno di noi già lo fa perché non siamo persone “ diverse” ma solo più sensibili e riusciamo ad andare oltre l’apparenza delle cose.
Una delle poesie scelte da noi per la lettura è stata “ La pace”, presente anche nella terza edizione dell’antologia “ Cieli bambini “ del 2014.” E ci ha confessato che è quella che lei stessa preferisce.
La poesia , ha raccontato, parla di come un uomo possa essere “cieco” senza amore.
Molti di noi i sono stati colpiti da queste poesie e vorrebbero scriverne alcune, non per avere qualcosa di cui vantarsi, ma come mezzo per esprimere se stessi, proprio come ha insegnato la nostra Elina Miticocchio.

Anna Rosa Laratro 2 AL

Nuvolaconiglio sul verde dell’infanzia

@Anna Silivonchik

Anna Silvonchik

Nuvolaconiglio sul verde dell’infanzia
Coloro i miei occhi oggi un poco addormentati
Non metto gli occhiali
Non devo leggere
Solo ritrovare il mio essere ramo

.

Elina Miticocchio, Le stanze del vento. Prefazione di Angela De Leo, SECOP edizioni 2016

La luce

Disegno di Antonella Schiralli

La luce
non ha opposti
la comprendi nel silenzio
nel bianco, nel giallo
nella direzione di un viso
che si è fatto invisibile
è un legame con gli invisibili