Oltre gli alberi la memoria svelata

Fotografia Isabella Faro

Una mosca fastidiosa tentava di entrare in cucina.

Avevo chiuso in fretta la dispensa e non so come il mio sguardo aveva incontrato un taccuino, uno di quei quadernetti da viaggio con il deserto e l’oasi in copertina.

I giorni trascorrevano lentamente ad osservare piccole cose, i gesti microscopici degli insetti abbacinati dal sole, le screpolature dell’intonaco sul balcone.

Un minuscolo immobile mondo di cui non partecipavo se non con lo sguardo, a volte stanco, altre pigro.

Fu un attimo, forse la richiesta proveniente dalla ragazza che ero stata, voler scrivere parole in libertà.

“Dentro i polsi

a legare giorni e stoviglie

residui di bene

e sorridi di rondine

innevata”

I giorni portavano nuove frasi, pensieri in fuga dalla mia convalescenza, parole nude fuoriuscivano da una goccia di pensiero

appartiene ad un tempo di lettere e libri nascosti sotto il cuscino il silenzio delle parole che ho perso tra gli scogli

Le raccoglievo come figli abbracciati nel ricordo, poi lasciati andare per l’incontro ultimo o forse il primo racconto.

Non conservo traccia di quanti ne abbia scritti e tradotti, a distanza da mia madre, letti al telefono con voce di sonno.

Altri li ho immaginati senza un finale, aperti, senza soglie né chiavi di accesso.

*

Un giorno il caldo mi aveva spinto ad uscire di casa e a passo lento ero arrivata a quella panchina in ombra.

Ricordi Maria? Te ne ho parlato nella memoria.

Maria mi stava accanto in silenzio, ogni tanto allungava lo sguardo o scacciava piano un insetto.

Lavorava alle sue borsette.

Per un mese l’aiutai a tagliare le stoffe, a cercare bottoni particolari nei mercatini di antiquariato, imparai a cucire cose molto piccole, poi ripresi il mio lavoro d’ufficio.

Molto più tardi ho lasciato quella casa per tornare nella mia terra. A Maria ho regalato i fili, le chiacchiere colorate, i racconti scritti nei pomeriggi caldi, come segno d’affetto indelebile al tempo.

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8 pensieri su “Oltre gli alberi la memoria svelata

  1. meravigliosa la tua capacità di donare agli altri parte di te…indubbio segno indelebile del tuo affetto! grazie per avermi fatto conoscere anche la tua capacità narrativa così intrisa di poetiche presenze…

  2. queste tracce d memoria sono bellissime, hai una sensibilità narrativa e umana speciale Elina, ogni cosa che tocchi si ammanta di grazia…..

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