Era caduta dentro il prato

Era caduta dentro al prato. Tutto il cielo nell’erba.  E  l’erba
era fat(t)a di un tenero azzurro. Un fiume di liquido movi-
mento dove il tempo si era mutato in spazio ai nostri sogni.
Forse è per questo che si aprivano a corolla le stelle
stendendo antenne ai quattro ordini del vento.
Grilli servivano liturgie di canti, sonate e chiari di luna.
Il mattino profumava di lavanda tutte le costellazioni
mentre orione s’infiltrava tra lo spartitraffico della nona
e la zebra dei passanti nella cintura dei miei rioni.
O forse nulla stava così come stava.
Forse era si stava trasformando in fu o forse anche in ora.

*Fernanda Ferraresso, Migratorie non sono le vie degli uccelli

-Il Ponte del Sale Editore- Rovigo, 2009

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16 pensieri su “Era caduta dentro il prato

  1. a quanto pare sono in molti ad apprezzare questo microcosmo! Ci sarà anche un video, eseguito da un mio ex allievo,che per ora lo ha illustrato per un’animazione.Grazie anche a te per la diffusione.f

    • sì Irene mi hai fatto pensare alle “velature” della pittura fiamminga

      la scrittura di Fernanda è notevole, percorrerla è viaggiare con le ali
      (velare-volare) dentro le proprie luci-ombre
      ti scriverò gli estremi dei suoi blog

      ancora benvenuta su queste pagine “di condivisione”

  2. è la vecchia storia dell’impossibilità di fissare un tempo nel tempo.
    nell’immobilità c’è sempre qualcosa che si muove e il movimento è sempre pieno di sospensioni.

    scrittura pregna e ricca, quella di Fernanda, ma non dico nulla che non sia già noto e consolidato.

  3. se la si legge ,quest’era,restando legati…a terra, le parole,le parole usuali, che adoperiamo per dirla, assumono nella sequenza qui prodotta una fiammata istantanea e sembra che si stia fantasticando mentre quella proposta …era tutta realissima quotidianità.grazie per l’entusiasmo.f

  4. ..era potrebbe essere la poesia intesa come “solco”, “caduta”, “terra”
    la poesia è “monologo” di un luogo che tutti ci contiene

    “era caduta”…

    • ciao Daniela grazie per essere qui, per la tua lettura e riflessione

      e se “era” fosse una fuga verso un mondo che non appartiene a questo mondo?

      un abbraccio

  5. mi piace vederla come ricerca del concreto-invisibile, della magia che rovescia il tangibile e crea la dimensione a-temporale dove l’ irreale si fa esperienza fuori dal tempo.

  6. Tutto si muove nell’immobilità e tutto muta al mutare dell’immutabile …: )
    Grazia e delicatezza nell’affrontare l’argomento del tempo sospeso fra tangibile e immaterico. Grazie a fernanda e ad elina
    Federica

  7. …la nona tra i miei rioni, suonava mentre l’alba incantava gli ultimi grilli nottambuli incalliti, che avevano fatto le ore piccole cantando serenate al chiaro della luna sugli “spartiti “del maestro, lasciati sul prato sotto gli occhi incuriosi delle stelle.Tutto un coro, tra la via lattea e orione, saluta le prime luci del giorno mentre l’altrove ruota, lento e prodigioso, verso un’altra riva.

    Ciao e grazie,ferni

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