Sono cavalloni da saltare

si disfano  impermanenti

giganti con passi pesanti

forzano i serragli

della notte respiro la fuga

e un passaggio a livello frena

la mia corsa verso l’immersione

lentamente l’immagine dilata

in capitoli le crepe di colore

sconfinate appena in superficie

al ritorno profonda e mossa

Zaelia Bishop

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incipit (in attesa di nuove parole)

Roi James

*

nevicano margherite bianche sui capelli

conto i battiti di ciglia fino al bordo

l’occhio sta di vedetta

s’alza assorto   pare alludere    -lanterna

alla luce leggerai storie senza alcuna verità

eccomi, ho una sottile nausea

Fotografia di Mario Bressan e mio testo

*

a scorrere le ore

vestite di grafia

riottosa, poco lineare

stento a credere al canto

scavato nella pietra di questa Daunia

poiché il campo ha concesso grano e un sogno

senza chiedere permesso

l’ha spinto nel ventre

acqueo si prepara il sole, aguzza il raggio

sillaba fino a notte

una luna e quattro stelle

 27/07/10

Come quando ero bambino e nessuno credeva al miracolo

nascondevo sotto il letto

una scatola di fiammiferi rubata al nonno

lui era il gran sultano

di quale paese ancora non so

era l’undicesima stella perplessa

a fissare la luce e il battito

di nascosto da mia madre

esprimevo desideri e attimi

al chiarore della sera la mia

semplice preghiera per chi

abitava il tempo

io ero altrove.

avevo riempito la scatola

fino allo sprofondo

fagocitavo implacabili assenze

nutrendole

traiettorie – di volo

anche la voce, un tempo lieta

l’avevo legata stretta

richiusa nella stanza

alla corda d’acqua salmastra

poi dalla cesta un giorno qualunque

un seme minuscolo slegò la fune

adagio cominciai nell’azzurro

amai di luce un bacio

pur pallido nel suo chiarore.

Fiona Watson

senza remi

Fiona Watson

Fra(m)menti intinti

nel calamaio assiepate

fragranze di mare

ha battito calmo la parola cantata

in presenza di un ciottolo fresco

e il dito che scorre la pagina

guadagna un sentiero

verde erba si tingono i polpastrelli

in collo margherite al cuscino di foglie

se piego la testa cadranno dall’orecchio

È una sera

Daniel Merriam

* bombardata di stelle

punes a scalfire il breve cielo

e questa luna infeconda

innalza fiammiferi che scaldano

minuti ricordi fascicolati

la caccia miracolosa sparge

a mani piene – di commozione –

se ne vanno