Sudapest di Irene Ester Leo

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Sarà una sorpresa per Irene trovarsi qui. Il post vuole essere un omaggio alla sua-nostra terra, la Puglia.

Un abbraccio a te cara e congratulazioni per il Premio Nazionale di Calabria e Basilicata

Elina

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Capitolo I:il sogno

Anke Merzbach

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ora sei (di) casa

la scatola degli oggetti riposa

anche le parole fanno il senso

perso

delle cose fioriscono in pen(a)ombra

poi lo disfano

con un colpo di spugna

come fosse una gomma

in attesa di una gemma

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sto cercando tra la folla
in questa estate rovente
la mia prossima recita

mine vaganti ombre ai bordi di un treno
in partenza un geranio rosso
un cappello anni 30

“Il mercato della spiaggia” di Silvana Varotti

Oggi al mercato della spiaggia
c’è abbondante gamma di ventagli
Canestrelli neri arancio violacei
pettini bianchi ventaglietti gialli
marroni maculati e tigrati
Grandi ventagli rosa di bianco
sfumati grigi ventagli rosati
Ventagli amaranto di rosso
del sole al tramonto arrossati

Il mercato della spiaggia non pone
prezzi e con le mani liberamente
setaccio la sabbia cerco frugo
afferro intasco senza pagare

Cammino respiro iodio e salsedine
La mia sporta di plastica nel vento
si gonfia come vela al vento
e dentro si mescolano unghie d’angelo
piedi di gabbiano mùrici ed opèrcoli
Acciambellate piatte lumachine
si confondono fra le noci di mare
le natiche millepunti i paguri
le grosse ràfane venose i calcinelli
qualche stella marina e le turritelle

C’è la bassa marea e nella foschia
sull’ampia battigia s’aggirano
a capo chino donne e uomini
armati di lunghi metallici uncini
Raccolgono le vongole fresche
rintanate nella sabbia del munifico
mercato della spiaggia

Io…estrosa creativa chino la testa
incurvo la schiena e con allenata
vista raccatto gusci di morti
molluschi e di bellezza m’appago.


Fotografia di Silvana

Il mare così infinito

che le nostre piccole cose

al confronto gocciolano lumache

trascorre il tempo tra fiori e cuscini

aspetto all’angolo degli occhi

che il cielo stringa le braccia

al collo una nuova stagione

fotografia di Ezia Bello

non c’è sonno su punte di stelle

 che tento di afferrare

 al buio distinguo trenta colori

 e un’ombra li insegue

 minacciosa recita

 inconsistente, corta diffida

 ad abbandonare il tiepido sguardo

 piccola luce a passi sale

 a sfamarmi riempie la goccia

 nel bianco del latte si disfa la notte

Susan Hall

In letto di foglie rosse

si stendono le parole come letti da rifare

hanno freddo i sogni

nessun imbarazzo vela il mormorare

bassa la sua voce è vento

rischiara il bosco di erbe aromatiche

mi ripete di non avere freddo

se cammino a marcia indietro

ritroverò i miei passi

nel pongo del tempo

nella stanza si è fermato il respiro

Steven Kenny

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il gioco d’ombre ha rivelato il punto esatto

dove il contatto col mondo sa farsi parola

di fuoco, di brace

una centenaria gabbia per le tortore

tortore a declinare le ore

sta nel corpo vivo della casa

anche in silenzio lei ascolta

la luce della candela accesa

in danza cento fiammiferi

quelli che a volte dimentica

nelle tasche della memoria o nell’orto

dove è cresciuta la fantasia

approdata nel canto di chi si fa voce

e porta verso l’altrove.