Che ci faccio con quattro parole

messe in croce a riempire l’insonnia

quasi mi imbarazza il loro sostare

inermi, distaccate

dal vento che le anima

colori stanchi, spaiati

qualunque dolore vorrebbe spalmarsi

distendersi come voce

mormora già vento

– abbassa la voce – ti prego

lasciami ascoltare il fiato della terra

e come una banda in processione

segui con pazienza e intimo rispetto

le impronte mutevoli che ha lasciato

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2 pensieri su “Che ci faccio con quattro parole

  1. l’unica nota: spalmarsi…spalancarsi
    trovo che questo è il compito di ogni dolore, aprirsi per aprire noi. Il testo è un buon percorso, un in(d)izio di cammino, dentro la terra dei tuoi piedi-occhi-bocca-mani-orecchie. Brava.
    Grazie per espandere i semi,ma ricorda che sei sempre tu seme e terra e pioggia,il resto è vento.Un abbraccio.ferni

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