messe in croce a riempire l’insonnia

quasi mi imbarazza il loro sostare

inermi, distaccate

dal vento che le anima

colori stanchi, spaiati

qualunque dolore vorrebbe spalmarsi

distendersi come voce

mormora già vento

– abbassa la voce – ti prego

lasciami ascoltare il fiato della terra

e come una banda in processione

segui con pazienza e intimo rispetto

le impronte mutevoli che ha lasciato

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