sopravvissuta di Anna Salvini

Steven Kenny

svegliarmi con la pioggia, la musica

che fa il tetto, il gorgogliare delle grondaie

un composto allungamento della pelle

la nicchia del mio grembo

e le formiche che dalle spalle scendono

al lavoro, al pizzicore delle dita

nella gola un fare di serpenti

decide il mio silenzio

la luce spenta mentre ritorno

tra le macerie dei sogni

e non so dirti quante lumache

ho lasciato fuggire dal cesto dei pensieri

per quanti giorni ho banchettato

a corteccia e linfa

a volte anche di nubi

e non so, non so davvero

quando sono uscita dal ghigno

della luna: forse una doglia di sasso

un crepitare d’erba e lucertola

quando e-rompe il vento

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2 pensieri su “sopravvissuta di Anna Salvini

  1. la voce di Anna in “sopravvissuta” mi ha “condotto” a ri-portarla qui, tra le mie brevi cose
    percepisco tra gli accenti delle parole il segno (di luce) di chi guarda e si nutre del sogno

    Elina

  2. Elina grazie… a volte credo di essere solo colei che scrive tanto la parola sorge in maniera inattesa e a volte prepotente! credo sia un dono questo desiderio di “voce” che nasce dal profondo e che spesso non so neanche come prendere se non accoglierlo… e cercare di dare forma attraverso la scrittura.
    Grazie di cuore per la tua cura costante e la lettura.

    un abbraccio

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