Issara Willenskomer

Di chi erano le labbra, di chi le braccia a stringermi?

avvolgo le spalle nel nero

dello scialle canto l’essenza

pane spezzato, pane pegno d’amore
pregno di mancanza
senza alcun nome nato

segno col rosso il rigo

del dolore sarà il perfetto scorrere

scivolo in preghiera annoiata

scalpito urla di gioia

il Tuo cuore senza bende

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