So(g)no a volo d’albero

Jennifer Busking – birdlady

è rugiada d’erba che scende

si espande in ombra danzante

dal tocco ruffiano

di profilo la luna

al passo dell’ora

abbandona il guinzaglio

il primo bacio tra formelle

e architravi

eppure ha visto un bavaglio

cogliere farfalle

ladro crudele raccontare trionfi

poi qualcuno lo ha strappato

come un fiore di velo dalla mano.

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“Potenze” di Anna Salvini

Joyce Hicks

ritornare è un movimento

di spalle, un’inversione

di marcia

– dal cuore alla testa –

.

dentro la casa, potenze:

la frutta ammaccata ha il ricordo

d’un bacio,

forchette e coltelli fanno le fusa

un po’ di soppiatto

un bicchiere di voce ti stringe la vita

.

il disordine pigro dei libri

– come sangue che cola –

raggruma parole e fiocchi di lana

.

sopra il divano, le ossa

.

le grucce pigiate dentro gli armadi

un grumo di calze, scarpe e borsette

hanno il peso dei sassi

.

asciugamani, tappeti, candele, cuscini

sono un popolo in pace

la legge è dei fiori, sul davanzale

.

potente è la forza del tetto

che chiude la crepa

il nido protetto dai venti

la goccia che punge la fiamma

.

Anna Salvini, o8.11.2008

Fine ottobre

ho intatta una visione
di foglie cadute, ancora vive
calpestate da passi pe( n)santi
in cammino, raminghi
una bicicletta frena di colpo
la signora si toglie il cappello
raccoglie le piccole cose
prosegue in muta apparenza

ombra

Vladimir Olenberg

L’ombra è colla alle mani

di segni la parola

le porte si aprirono di colpo

il tempo di una cottura tracciò la nascita..

e se oggi pronuncio pane

r inasce la nonna e la bisnonna

le  mani screpolate ad impastare

farfalle di lievito e sale

La donna dei sogni

immagine Elena Shlegel

Elena Shlegel

 

varcò la soglia del giorno

indossò il grembiule da lavoro

riassettò un cassetto e dentro

trovò un biglietto stropicciato

scritto in frammenti

“un foglio m’insegue da giorni

ha macchie, buchi, rattoppi

è un abito sfitto, un cavallo a briglie sciolte

una passione d’argilla bianca

sottratta allo sguardo del farò.

Starà in terra

e se saranno fiori li lascerò

germogli canteranno la neve del geranio

che stringe gli occhi miopi

in nenia di nanna”

La donna richiuse la lettera

forse non a caso rinvenuta

e preso a caso un quaderno

vi scrisse qualcosa di corsa

“non ti ho incontrata

non so a quale visione appartenga

conosco la tua voce vicina al silenzio
alle lune che perdo per strada
ai soli che parlano
a giorni trascorsi senza dipingere
solo un punto o una linea
di intensa superficie”

Trascorrono notti insonni

abitate da oggetti che portano un nome

comune denominatore del quotidiano abitare

mestoli, forchette, bicchieri si muovono

nella lavastoviglie spenta

qualcuno vorrebbe scavare o togliere il coperchio

il tetto di casa saldo osserva

sembra testimoniare un universo intatto

dalle fondamenta un occhio vigila

e ripete

non sempre le perle hanno fissa dimora

accade che vadano ai porci

Buon Anniversario

Maggie Taylor

Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita. [Jack Kerouac]

Sto camminando da ferma.

Calpesto un grande palcoscenico, zigzagando, a volte soffermandomi il tempo di un respiro.

Mi sorprendo alla vista di grandi bauli e cassapanche.

La curiosità mi spinge ad aprirne uno, trovo una scritta, un colore diverso per ogni lettera a comporre “costruire parole”.

Leggo le voci in altalena scorrere in fila, come attori alle prove generali schiariscono la voce e inventano una sillaba, un suono oppure un canto.

Non scorgo l’ombra del regista ma capisco che è dietro le quinte, osserva ognuno sostare e riprendere il passo, poi il filo del discorso diventa una matassa a più voci.

In bella evidenza mi imbatto in un album fotografico dalle ampie dimensioni e se lo sfoglio ritrovo fiori di cui non so neppure il nome. Poi paesaggi, giardini, particolari oggetti di cui abbiamo (non tutti) dimenticato l’importanza.

C’è poi una cassetta per la posta dove ognuno dei figuranti lascia un saluto o un augurio sincero che fa tanto bene e ristoro.

Infine in una cartella (oh meraviglia!! si è aperta) pagine e pagine di “parole in versi” che vorrei leggere al volo, averne il tempo, la giusta cura, il doveroso rispetto per chi le ha lasciate e non a caso.

Il tempo passa, le lancette inesorabili hanno ripreso a girare. Devo tornare al solito copione e farlo di corsa.

Lascio un inchino cortese al secondo anniversario di nascita di dmksite con un grazie scritto  a stampatello alla padrona di casa.

 18/10/2010

diario

Ronald Ceuppens

Oggi grigio andante con punes di pioggia

mi sveglio che non è ancora giorno

vesto il solito, sorrido alle scarpe rosse

la strada mi osserva tra foglie in caduta

lavoro fino a tardi tra faldoni e ricorsi

poi correre

a trovare le prime vocali

contenute nel tuo nome

racconti della serra, l’albero in ombra

frondoso, rugoso

conversiamo tra i suoi rami.

A Camilla

Uccelli di transito

rose trapiantate

nel raggio rugiada

bagna il cristallo del vaso

al passo di pioggia

al vento, sei vento

transumante coniugazione

di vita donata

tra aspre salite e vaghi

sorrisi rinati

note di musica s’imbattono

tra pendoli sacri e pennarelli.