La donna dei sogni

immagine Elena Shlegel

Elena Shlegel

 

varcò la soglia del giorno

indossò il grembiule da lavoro

riassettò un cassetto e dentro

trovò un biglietto stropicciato

scritto in frammenti

“un foglio m’insegue da giorni

ha macchie, buchi, rattoppi

è un abito sfitto, un cavallo a briglie sciolte

una passione d’argilla bianca

sottratta allo sguardo del farò.

Starà in terra

e se saranno fiori li lascerò

germogli canteranno la neve del geranio

che stringe gli occhi miopi

in nenia di nanna”

La donna richiuse la lettera

forse non a caso rinvenuta

e preso a caso un quaderno

vi scrisse qualcosa di corsa

“non ti ho incontrata

non so a quale visione appartenga

conosco la tua voce vicina al silenzio
alle lune che perdo per strada
ai soli che parlano
a giorni trascorsi senza dipingere
solo un punto o una linea
di intensa superficie”

12 pensieri su “La donna dei sogni

  1. donna nella donna
    la voce
    intima orazione
    alberga
    nel silenzio il canto.

    (incontro …”d’argilla bianca”… il cassetto: commuove.)

  2. Mi commuove Elina, mi commuove fin nel profondo, fino a quel cromosoma che mi avvicina a te donna e cerco di capire cosa succede in quell’immensa anima che possedete quando si ritorna, per un attimo, in quei passati che non passano mai. se fossi donna, piangerei il tuo identico sale.
    Ti abbraccio forte

  3. voci che parlano, cuori che ascoltano… una tristezza che è stata colta e condivisa, parole lette che inducono a scrivere, una contaminazione necessaria e vitale.

  4. macchie buchi rattoppi

    sembra una situazione famigliare, sembra quello che ormai è un continuo rigo di scrittura della stessa storia, di tante famiglie,o meglio di quelle che erano famiglie.Si una grande mestizia. Trova un filo rosso e …

  5. una profonda malinconia intravvedo, la girandola delle nostre vite nelle poche decisive cose dei giorni, ripetuti, chiusi dentro il cassetto.
    senza rinuncia, però, solo un dato di fatto.

  6. i frammenti di vissuto di quel biglietto narrano di un Sè che chiede di essere trovato-letto-portato fuori da un cassetto e della sua tristezza di dover giustificare nel reale quel suo esserne al di fuori, fino a negare addirittura l’incontro, forse, con se stesso..splendidi versi che però mi lasciano una velata tristezza…

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