Un giorno sono stata una Principessa

Ana Kapor-Caleidoscopio

Un pegno d’amore mi imprigionò

segregata in un austero palazzo

da quelle strette fessure potevo

contemplare colline lontane

quanto avrei desiderato passeggiare per boschi

e il mare

sembrava un gioco di specchi e un richiamo

di gioco che non vuole finire

vita che corre, vita che scrive l’acqua

ogni suo vapore un pensiero nel bicchiere

disseta e strema

rinsalda il legame del sangue

il primo vagito che canta

sfiora la spora nel rosso


§

 

Non sono mai entrata nel palazzo

gli occhi non hanno penetrato

i corridoi misteriosi, le sale da ballo

i canti dei menestrelli innamorati

ho osservato a debita distanza

forse è stato per paura

ad un tratto

il vento mi ha spostato

correva, soffiava, si infilava nelle tasche

ed io mi accucciavo in quel punto del cappotto

e chiedevo un cinguettio ad allietarmi il viaggio

una leggera commozione rifletteva l’azzurro del cielo

spazi senza tempo ali in me

scuotevo la testa al riflesso dell’acqua

calma, come lago

poi tutto fu fermo

tornai con la mente al dipinto

fu lui a svolgere il racconto.

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16 pensieri su “Un giorno sono stata una Principessa

  1. …sempre,l’immagin(azion)e regna Sovrana….e tu,figlia sua prediletta,Pricipessa,ci insegni quanto i sogni arricchiscano più di ogni altra cosa la vita..e quanto la vita possa assumere tutte le forme e i colori dei sogni…

  2. Delicata, la tua vena romantica e fiabesca esce dai versi facendosi nitida e netta.

    “….ed io mi accucciavo in quel punto del cappotto

    e chiedevo un cinguettio ad allietarmi il viaggio…”

    E’ su questa vena che credo tu debba continuare a lavorare. Un abbraccio

    Federica

  3. meravigliosa nella sua bellezza fatale e tragica..destino dei sogni quello di essere quasi sempre raccontati e non vissuti, ahimè..ma tu una Principessa lo sei realmente..ti abbraccio forte…

  4. Le bambole di porcellana a volte piangono ma non te ne accorgi dalle lacrime o dal labbro, è quell’aria che le fa sembrare senza anima oggetti.

  5. hai ‘momenti ‘ eccellenti, di grande impatto emotivo, come in questa fiaba vera che, credo, risente, in positivo, della tua esperienza teatrale. brava.
    il vento mi ha spostato

    correva, soffiava, si infilava nelle tasche

    ed io mi accucciavo in quel punto del cappotto

    e chiedevo un cinguettio ad allietarmi il viaggio

    belli, questi momenti

  6. I tuoi versi hanno una musicalità che acchiappa… Ci si ritrova al centro di un vortice che quasi stordisce i sensi…poi si aprono gli occhi: l’incanto!

  7. Piccola Principessa perduta e ritrovata …in quelle tasche ed in quel punto del cappotto c’e’ accovacciato tutto un mondo interiore…la adoro e non avevo dubbi…un abbraccio

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