Un albero chiomato a dirigere il passo

Vladimir Pajevic

Ad accogliermi un caleidoscopio di azzurri

e pietra del Mediterraneo

sono disarmata, non ho che meraviglia

qualcuno riconosco il volto

mi esorta ad entrare nel folto giardino

un tempo mi tenevi per mano e contavamo i salti

un giorno poi registrammo le cadute

la rivedo ora al tavolo ovale

sguardo distante e sereno

a dirmi del verde cangiante, del cancello

per metà aperto

non adesso, le rispondo

una voce in me ha gridato

un giorno sarò nel tuo giardino.

.

La bozza nasce dopo un viaggio con la musica di Bach (grazie ad Alma) e nel ricordo di un albero che tanto piace ad Angela

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4 pensieri su “Un albero chiomato a dirigere il passo

  1. bellissimo,un silenzio spezzato dai colori e dalla prepotenza quieta di mistiche cose dell’amore passato. I giardini armonici hanno meraviglie nascoste che affiorano così,nella loro bellezza spontanea.
    Grazie Elina, A.

  2. non solo l’albero mi piace, ma anche ciascuno dei tuoi versi!

    Nel giardino segreto dove entrai di nascosto
    un albero immenso trovava posto
    ed era solo il desiderio sincero
    d’incontrare un affetto vero..
    Cavaliere mi feci allora e sfidai la paura
    per cogliere la rosa di cui prendermi cura..

    estemporanea..con abbraccio reale!!

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