Vladimir Pajevic

Ad accogliermi un caleidoscopio di azzurri

e pietra del Mediterraneo

sono disarmata, non ho che meraviglia

qualcuno riconosco il volto

mi esorta ad entrare nel folto giardino

un tempo mi tenevi per mano e contavamo i salti

un giorno poi registrammo le cadute

la rivedo ora al tavolo ovale

sguardo distante e sereno

a dirmi del verde cangiante, del cancello

per metà aperto

non adesso, le rispondo

una voce in me ha gridato

un giorno sarò nel tuo giardino.

.

La bozza nasce dopo un viaggio con la musica di Bach (grazie ad Alma) e nel ricordo di un albero che tanto piace ad Angela

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