circa la poesia

avevo desistito dall’imbroglio di vederla nella foglia staccata, nell’albero a primavera. nulla,la trovai dopo averla cercata per anni, nel silenzio di un dolore non gridato. chi mai avrebbe creduto a quella barca e all’arca di cartone in cui navigavo senza vele.e vento a schiaffi a sbriciolare la piccola figurina di pane

*

leggendo “capiterà una notte di vento” da fernirosso webBlock

http://fernirosso.wordpress.com/2010/09/30/capitera-una-notte-di-vento/#more-16855

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Gira il mulino dove sono nata al suono dell’acquaforte

Jean Duquoc

scucito e di schiena il giorno
al passo galoppa mio padre
e porta fiori questa notte
li sparge, li lascia cadere spenti
alle pietre al rintocco li raccolgo

dove è l’albero dell’eterna primavera?
ditemi che vive e mi attende
vinco il sonno e l’occhio
capta la luce della luna
tinta è di rosso sole
un riflesso nel mio sentiero espanso.

Daìta Martinez – (overdose di dafne)

Josephine Sacabo

mentre dondola d’arancio il confine

dentro le mura

rifugia lo strappo del giorno.

.

è olio il mandorlo

sulla scogliera dei seni

alle cattive

vocalizzo dell’abbaglio.

.

da finestre di nylon epistilio denuda

paesaggio ferito

e i capelli marini

come su una giostra

sono volute in una mano

di ruggine

sconsacrata ombra del sipario.

.

(overdose di dafne)

*

(diciassette petali)

 

quinta.

.

il morso del delirio

allunga amaranto i capelli

dove l’orlo del mattino

infilza smagliatura dell’istinto.

.

stesa sulla forma dell’acqua

lampara

è vorace viale allentato

dentro il filo delle gambe

.

come l’odore

sniffato nel sussurro del geranio

.

(diciassette petali)

.

– dall’altra parte il tramonto –

*

(geenna)

 

nel (geenna) in piena

intingermi

carme tuo amante.

.

generata nudità

matura il bacio nel ciliegio

schermata pietra di l’una.

.

verso origina

supplica del goduto vizio

e naufrago

in te

.

– umido seme d’orione –

.

al paesaggio

perduto

bevo del pianto

l’infinito.

.

Daìta Martinez è nata a Palermo e vi risiede.
Segnalata e premiata in diversi concorsi ha pubblicato in antologica con LietoColle, Mondadori, Akkuaria
è autrice dei testi in video tour Kalavria 2009
(dietro l’una) è la sua opera prima, edita LietoColle, 2011.

Mia madre, la stanza all’ombra

Peggy Wolf

lusinga precoce di un bocciolo

una superficie riflettente

nel sonno dei fornelli resta custode

e faro perfino ora

in questo giorno prego con rare suppliche

di abbeverare la sete

scavata nel mio concime tra rami e petali

come la vastità della fonte brilla venendomi incontro

sta in un pensiero calzare il passo di terra

nella ruota di sole la pioggia avvolge la rosa ai venti.

La fatica del metallo – 2

Paulina Wilk

Tanta resistenza
e questa schiena dritta in attacco

cammina con le spalle al cielo
non guardare che il vuoto

vita morte amore inevitabili fiere
da tenere stretti i tendini, sempre
all’erta – come se – una preveggenza
di scatto

Fiorella D’Errico 6 maggio 2011

.

Dentro la tela

cerata stava la paura affilata

premeva allo specchio pensiero

e numero affiorava naufraga e guardona

le diedi un fiore da annusare

chinò la bocca col fiato lo respinse

annusai l’odore spento la sua vittoria

Elina Miticocchio 9 maggio 2011

Le ore lente

  Dominique Telmon

Dài una casa all’incredulità, lascia entrare

della luce l’arco sottile, l’odore terreno

la presenza che colora

il ritorno in voce sembrerà normale

le notti tenui di luna lasciano una scia di neve

una prolungata fioritura.

*

leggendo Fiorella D’Errico “Architetture (20)

http://networkedblogs.com/hgpFJ