Mia madre, la stanza all’ombra

Peggy Wolf

lusinga precoce di un bocciolo

una superficie riflettente

nel sonno dei fornelli resta custode

e faro perfino ora

in questo giorno prego con rare suppliche

di abbeverare la sete

scavata nel mio concime tra rami e petali

come la vastità della fonte brilla venendomi incontro

sta in un pensiero calzare il passo di terra

nella ruota di sole la pioggia avvolge la rosa ai venti.

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5 pensieri su “Mia madre, la stanza all’ombra

  1. Ho ritrovato il senso di una maternità che è al fondamento di ogni cosa e della poesia. Nel verso “… come la vastità della fonte brilla venendomi incontro…” avverto il dinamismo dell’amore. Si palesa in quel ‘non restare distanti’, nè fondersi, perdendo individualità, ma esistere per tendere all’incontro, nella purezza della fonte che è balsamo, lustrale recupero d’innocenza. C’è un modo di amare, nella libertà e nel rispetto, che si manifesta tra generazioni di donne unite nell’affrontare i problemi con grande complicità. E’ un sentimento che resta e non subisce distacchi, nella poesia di Elina appare in serena autonomia. A legare a sè questi complessi significati è l’impianto metaforico del testo, la sua profondità radiosa punteggiata da chiari riferimenti al mondo naturale. Marzia Alunni

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