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Si flettono in un’immensa riverenza

colori come fiori magici scesi dai pendii della vallata

il mastio un’enorme bestia d’argento

rapisce al silenzio l’occhio interiore

tra azzurri e bruno profumi nuovi di pittura fresca

l’ombra giunge alla mano  la abita

come un’attesa invita alla seduta

il corpo attende l’attimo circolare

la fugace leggenda

dilava lo sforzo delle ultime co(r)se

e luce nuova sorge nel pozzo

la luna l’incanta a memoria

*

a Zohra, alla terra che la ospita

 

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