ho fatto un segno

Catrin Arno

(era) una maschera con gli occhi cerchiati mi teneva il braccio stretto mi trovavo in un’altra città che ho abitato distrattamente

poi ho sentito Camilla mia madre e non si sentiva affatto bene, debolissima e con la gamba gonfia

immobilità nel mio corpo improvvisa

dieci forse quindici minuti senza guardare oltre lo spazzolino da denti

e quel vecchio cellulare graffiato

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