Alicja Rodzik

Un bucaneve esce di scena lasciando un solco nel legno

la  tavola su cui pranzo scrive in minuscolo

colore di madre stanca lontana

dove la bellezza della neve appena colta

sbuca il viola la ruga la piaga

ti aspetto distorto giardino

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3 pensieri su “

  1. strano il senso di non-vita che percepisco…il legno, la tavola, la madre stanca lontana e quel giardino finale…il bucaneve spero fiorisca su altre alte scene! mi piace, molto, anche per il periodo in cui leggo questi tuoi versi…e mi piace anche il nuovo approdo della tua Poesia, molto più intensa e molto più ‘grande’! bravissima Elina, soprattutto per il percorso in divenire che si coglie…

  2. Un tormento che batte come batte il cuore. Un rivolo di speranza, forse, nel “distorto giardino”… Ma i bucaneve si nutrono di bellezza e fede, senza cedere al dolore oppure, attraverso il suo raggio imparziale, mantiene vivo l’approccio con il reale.
    Il legno è espressione di calore. Il legno può generare la fiamma, l’ardore, lingue che s’innalzano al cielo; è anche la dimensione familiare.
    Il bucaneve, forse, non c’è più – ma il legno che lo ha incorporato è il segno inequivocabile del suo passaggio.
    Lo chiamo Vita.

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