osservatorio gentile

foto di Romina Dughero

“immagini contese tra l’occhio e il desiderio

accompagnate da una stretta di luce”

…al lume di lana l’osservazione disfa la lanterna magica

poi il vento arrotola parole prendono a sbuffare

come caffettiere colme di aromi che sciolgono i colori

disfano il giardino del giorno

riflessi attesi di un’aura che torna …

Annunci

Imprisoned under a veil of water….

foto di Romina Dughero

colore colore di pioggia … sto cercando un vetro cui legare il mio bacio

e la mano aperta dice che manchi tra le righe di parole

dedicata

Salustiano Garcia Cruz

sei del fiore il rosso . parola

e se sfoglio l’abito tuo

ogni stella tinge

e nuda ri-appare

.

basta uno sguardo lanciato dentro

il nastro tra i capelli, la bocca piena

la testa capovolta tra profili di onde

passati urlanti memoria

 . non ha fine .

:

al risveglio ritornello di sale e fango

che nacque

sorella e canto di neve perduta

barlumi di ghiaccio la pietra

l’infanzia delle mani

 

le rose

foto di MariaGrazia Galatà

“le rose nel cortile della casa di mia madre e il portiere chiama ad ammirarle

le sfioro con uno sguardo solo per paura di vederle appassite dal mio occhio di luna”

guardo fuori

Barbara Bargiggia, “Il nostro gioco”

se è la stanchezza che vela gli occhi

e li appanna ai ricordi  ideali

o la forza di premere avanti

maggiore dimora…

un pieno “dentro” avamposti e traguardi di rotte e navigazioni

intanto avanza la sua veste – bianco nel rigo grafite

di cielo è maggio

ho troppo da dire ma non ho maniera

chiamo in alfabeto di-verso un gioco da riempire

due

foto di Elena Kalis

allungo d’ombra a toccare un fiato di corrente

Polvere finissima l’ attesa e preme la corsa del mare

naufraga nel polso bagnato che perde le favole

Indugio di stella e creato

.

congiunzione d’acqua un rigagnolo sale a lambire

è già notte di carte appese al lato degli occhi

lassù – a pelo d’io – dondola la pancia

(di una parola)

la inchiodo spoglia alla corda ruvida di cartone

materia ricreata dall’oceano madre

e d’amore una lettera da te a me che divento

originandomi limite.

ombre di rosa. negli occhi

foto di Romina Dughero

…a scorgere rami, a fingere mani.

Levigate o rigate come steli di rose

sono fiorite per troppa arsura le attese

Frantumate in caduta d’ali di spalle

e slacci il fianco tuo    muto

Ricolmi il cerchio e al muro -ti chiudi- tra angeli e alberi

*

volti del tempo a sciogliere buchi d’ombre

e un cavaliere si è arreso

cono d’albero bianco suo destriero

occhi chiusi a rendere primavere

strati polvere gestazione

probabile involucro rappreso

del tempo di un libro il trascorso

*