una scrittura di Vera D’Atri

Mike Worrall

Cadono le semestrali obiezioni

e l’infanzia riconquista i suoi divieti.

Come allora io so che si decide tutto altrove;

così di quei giorni spaventati

e su quel muro di mie fucilazioni, bianco,

sugli anni di baruffe e  simboli spazzati via

 

leggo e rileggo questo istante.

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6 pensieri su “una scrittura di Vera D’Atri

  1. Che bello ci sei anche tu Ketti! Buongiorno. Ti ringrazio per il commento così favorevole, è importante per me scoprire che la poesia da me composta venga così capillarmente intuita. Si realizza così lo scopo del lavoro e non è poco.

  2. Una parola precisa, tagliente, mai fuori posto; che traghetta il verso dal “dentro” al “fuori” con la leggerezza di poche essenziali coloriture. Si stringono i ricordi, si assolve il passato, si guarda al presente con occhio sereno ma inflessibile. Mi piace molto questo testo, Vera. Ciao.
    Ketti Martino

  3. procede per “tagli” la parola di Vera che torna a fare pulizia, a sfrondare del troppo, così da immergere chi legge in un colore netto e, allo stesso tempo, “aperto” al personale passaggio e viaggio

  4. Vera ha una capacità incredibile di centrare il punto. Lei quando scrive spara, spesso a distanze considerevoli, e fa centro. Spettacolare sempre.
    Un carissimo abbraccio a te Elina e a Vera
    Federica

  5. da tempo conservo queste parole i rami e l’albero che le compongono e le portano all’ascolto come atto di amore per noi che leggiamo
    grazie Vera

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