fiaba X di Paola Lovisolo

immagine  Maggie Taylor

per ingrandir a miglior risoluzione

le favole che mia madre non mi lesse

a cento anni inforco lenti spesse

e vado a caccia di stupefazione

ma tutto mi si sfascia il libro antico

il tempo a sè lo chiama giusto adesso

e mentre esso si sbriciola sbiadendo

una cosa par dirmi nell’istante:

attenta a veglia il mio orecchio accosto

invece è solo la mia età che parla

come da foglio non calzante a inchiostro.

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13 pensieri su “fiaba X di Paola Lovisolo

  1. ho incontrato questa scrittura di Paola e ho desiderato che avesse un posto tra le parole che “trattengono” il lettore
    ci sono passaggi nuovi in questo territorio-discorso, un dialogo più intenso e fluido, un colore “sbriciolato” ma del tutto “presente”
    la “stupefazione” proviene da lontano e l’autrice ha bisogno di scorgerla “a memoria” come a rivendicare una sostanza e materia di carne

  2. grazie Elina per questa ospitalità e per avermi usato parole sentite dal mio lontano e averle fatte vicine e di profondo respiro rimandarmele con le tue sensazioni appunto. parole gentili. gentili nel senso che mi ci riconosco le sento famigliari.

    grazie Emilio anche qui per l’ immagine che 8mi) hai lasciato scritta in dono. sì, sentirsi chiamati voltarsi e non vedere nessuno. credo sia nell’ ordine delle cose, nella solitudine costante che gli uomini dovrebbero – senza ombre – concepire come ‘strumento’ amico in qualunque modo essa si manifesti (qui manca la madre ma è solo una briciola di una solitudine totale e amniotica) nella paura per non avere paura. una cosa così ma non mi viene da dire bene.

    caro saluto a Voi.
    paola

    • ancora sull’ immagine della Taylor (che non conoscevo): essa porta l’ idea che avrei voluto esportare nei e dai versi. scrivere è leggersi ed essa legge e rilegge il mio spettro con leggerezza circolare e intensa (la leggerezza mai dovrebbe mancare proprio per poter narrare il peso netto).
      così ancora il mio grazie per la scelta-
      p-

  3. Pingback: fiaba X « nevedicarne di cara polvere

  4. sono lieta, molto, dei “segni”che a più mani avete portato su questa pagina di quaderno
    penso che la poesia abbia una ragione nella condivisione, nell’offerta e nell’ascolto, possa essere luogo e strumento di arricchimento, di approfondimento, di un “leggersi” dentro e interrogarsi
    ogni scrittura che prendo diventa parte/partecipazione in noi, succo e polpa dell’incontro profondo con la nostra piccola misura

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