punto d’alloggio

Romina Dughero – Punto d’appoggio

sono gigli a tenermi

mi dondolano chiusa

come conchiglia

rigo-cciola sonno

il mondo danza puro

in una campana di vetro.

em

*

al bianco m’aggrappo s-vestita di muro in calce

aggiungo petali al contorno e ri-tratto senza spine

il ventre scoperto lascia intravedere il legame

con la tovaglia d’angolo e merletto..

(Angela Greco)

.

il ventre sorride tra il bianco netto di tutte le assenze
che attendono [origine] annidate in quel taglio
di pelle fiorito tra lo sguardo nascosto e la mano
non c’è un appiglio uno che scardini il centro
che viri il dettato vagito silenzio di questo restare
nel corpo perduto un ricordo
di quando eravamo insieme, confusi
di quando la carne era nido soffice altare
e tutto era sangue ed eco di cuore – uno scoppio –

e tutto era madre

[Silvia Rosa]

.

http://ilsassonellostagno.wordpress.com/2012/06/19/n10-sassolini/

Informazioni su elina

https://elina11.wordpress.com
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13 risposte a punto d’alloggio

  1. Romina Dughero ha detto:

    E’ stupenda…un mondo in una campana di vetro, un essere dentro che guarda all’esterno nella sua gioia di gigli…tutto questo tiene stretto ..e’ il punto d’appoggio…ti abbraccio

    • elina ha detto:

      @ Romina
      di nuovo un’immagine a “bruciare” e mi è parso di trovare parole bianche per appigli meno fragili

  2. missnightingale ha detto:

    Questa che canti, è la stessa sensazione che provo quando vorrei ri-nascere e star bene. Chiusa, come conchiglia, nel bianco puro d’un giglio, protetta in una campana di vetro trasparente che mi culla, calda e rassicurante. Grazie Elina

  3. Angela Greco ha detto:

    tra la foto e i versi sinceramente non saprei a chi chiedere di farmi da ‘punto d’appoggio’…mi sento coinvolta da entrambe e per entrambe lascio due righi scritti nella messaggeria di Elina in Fb..brave brave brave!!

  4. Romina Dughero ha detto:

    Siete speciali…

  5. Silvia Rosa ha detto:

    il ventre sorride tra il bianco netto di tutte le assenze
    che attendono [origine] annidate in quel taglio
    di carne fiorito tra lo sguardo nascosto e la mano
    non c’è un appiglio uno che scardini il centro
    che viri il dettato vagito silenzio di questo restare
    nel corpo perduto un ricordo
    di quando eravamo insieme, confusi
    di quando la pelle era nido soffice altare
    e tutto era sangue ed eco del cuore – uno scoppio –

    e tutto era madre

    Silvia Rosa

    [Un’immagine incantevole e suggestiva, che mi permetto di commentare così. Bellissimi anche i versi. Un caro saluto]

  6. elina ha detto:

    lieta del vostro passaggio
    ciascuna di voi ha condotto in questa stanza di poche parole una “suggestione” e un “amore” preciso
    a voi il mio grazie

  7. Isabella Faro ha detto:

    meraviglia……!

  8. Romina Dughero ha detto:

    Assaporare ogni singolo verso , sentirne il singulto sulla pelle e nell’anima…questo mio foglio bianco e’ stato scritto ed io vi ringrazio infinitamente …

    • elina ha detto:

      il tuo foglio di luce continuerà a scrivere i colori, chi vorrà trascriverà altri passaggi di istante e poesia

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