rosso come un prato

Foto Emanuela Migliaccio

quel filo teso tra la mia mano e il triangolo di carta in cielo

.

Il mio giardino è innocente, di segreti le attese

reincarnate figlie e sorelle

ha un nome il giardino

senza tempo

ha il rumore dell’acqua rotonda

una parola, un acquerello, il fresco sui campi

una gemma di maggio per guardare

il vo(l)to raccolto di eva

il suo ri-andare

in direzione della sera.

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Le ombre si erano fatte colorate

immagine A. Grimshaw

e torno su passi dove il tempo dimora /le spalle aperte, il sorriso vago/ andare a passeggio tra odori di bosco/ senza ombre nel cuore

*

dissolta era l’estate

ogni ramo calpestava le rade parole

.

di silenzio annodato

un immenso acquario di gialli

e case variopinte con piccole finestre

tendine di suoni, sussurro, in attesa

strati di luce al centro una visione

ricolma di frutti intermedi

.

rarefatta smarrivo il bottone come la tasca

nel valzer di Chopin

 

del rosso autunno amo le gialle

figlie poco perfette

come me che sorrido al tuo restarmi

assiso su pagine e pagine

sfogliate da voci lontane

quante abitano le tue pupille

assolate allo scoppio di vento

.

voglio chiederti di mostrarmi le mani

e scoprire che i segni

di pelle e sangue

sono madre e amore per sempre

vagito oltre il bianco nettare

delle assenze.

dondola appesa

Foto Isabella Faro

al fiore essiccato una vecchia promessa di eternità

il cielo di un libro, il silenzio della foglia, il senso del loro negoziare

col tempo

attesa, tanta attesa, in ogni passo rallegrato dalla luce

che l’assenza di tante cose poneva

tra i miei occhi

e sopra guantini che aspetto di indossare

stride il rosso mare dall’ubriaca sponda

domani è nettare di giglio

somma   lieve   compasso.

*

 

Rosemily Paticchio: poesie

foto Gosia Janik

Absentia

Una muta fonte in cui mi reco ogni giorno

mi accoglie sotto la pergola

ed io m’inchino e bevo a rapsodici sorsi

liquorose Assenze di mondo

di certezze cromate come schermo al plasma

cui legare sgualciti brandelli

o prostrarsi a lavare i piedi

ma nell’invisibile del mio giardino

è già tutto un pieno

sebbene l’aura sottile

non sempre sorregga le esili tele

che un aracne laboriosamente intesse

bucando ogni tanto con il peso

la rete ombreggiante

sul vischio mortale.

Foto Brooke Shaden

GERM_IN_AZIONE

Se germe da germe la metamorfosi

Inter_Cede

su un tavolo di pane s’impasta

malleabile materia

chicco dopo chicco la conversione avviene

da una crisalide incompleta

ogni tanto partorita da un ventre

che da bozzolo incipia la catena

resta infine la fertilità di un batterio

con il significato e il peso

di un pugno di grano

nel silenzio di un campo vuoto o con poche

spighe di pannocchie sparse

e semi di frumento 

lungo il tracciato storico.

Ogni granulo germinato a suo tempo

e scopo preciso nasce, fermenta

poi si silenzia da solo

nella spianata su cui ha scelto di cadere.

Rosemily Paticchio da Prima che i germi, CFR 2012

un anno o forse un vago andare

foto di Cristina Chiappani

ombre tra gli inchiostri

squadernato giorno che appari

mentre sei orchestra di respiro

batuffolo di sonno

.

brulica il silenzio nello sfiorare

di rosa addormentata

lacrime affilate di menta

.

vita e giro di occhi su lastre fredde di mani

.

acceso il dubbio ma ho per-le

e polvere di fiocco.

Spesso

La fonte, Romina Dughero

ho camminato braci

il rovescio del  canto

.

silenzio parola di tra verso

e fuoco improvviso in cieli stretti frugati

.

frugali alloggi

nel luccicare disadorno delle stelle

.

ho raccolto

una voce

.

una distesa di vento

e sale

.

di mare l’adagio di un palco

fino a un trono di neve

.

dove dormire la quiete

finalmente le mie vene.