“cuore cuore era vero” di Federica Nightingale

immagine Aëla Labbé

Poi quei rami di bosso e lauro
si strinsero
era un piccolo collo il
loro
erano appesi e vicini
la lavanda alta reggeva
come fosse possibile
la leggerezza
come fosse possibile la vita nei buchi
di verde
aveva un
sapore di niente
di negazione
di romantica dolcezza
di addio
rimandato
e polvere di anni
Cuore Cuore
era vero
galleggiava una
lacrima
dentro la tazza
di quella tisana rossa
sulla cucina senza più
o(re)
Smorfia alla bocca
(dipinta)
Senza nota

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5 pensieri su ““cuore cuore era vero” di Federica Nightingale

  1. la scrittura di Federica abita un tempo “prezioso” e raro
    la ricerca del bello, la tensione a percepirlo, i colori che nutrono i versi…

  2. E’ forse l’autunno dell’anima. Quel portare dentro, ritirandosi nella propria casa interiore. Movimento di luce e di calore, per il necessario incontro con le ombre…

  3. sono rimasta molto colpita da questo testo, tanto da volerlo trattenere tra questi fogli
    la voce di Federica mi è parsa diversa, cambiata, quasi “lontana” o meglio “in allontanamento”
    vi è una fissità malinconica e un’ albeggiare di vita interiore che mi fanno credere che lei stia guardando dentro e non fuori, come potrebbe apparire dalle immagini iniziali
    tutto è “casa” dicevamo forse ieri con Federica e ogni cosa vive di luce e memoria

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