“Scrivo” di Mirta De Riz

immagine Christine Kysely

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Avevo un sogno.

Alle volte lo cullavo, alle volte lo tenevo in tasca, altre volte ancora, era lui ad allontanarsi altezzoso da me.

Poi arrivò quel giorno.

Un giorno di un inverno qualunque, ricordo luminose vetrine addobbate con cuoricini rossi e cioccolatini.

S. Valentino, la festa degli innamorati.

All’improvviso, inattesa, un’emozione, una riga di lacrima, degli applausi.

Quella notte il mio sogno ed io ci siamo parlati, un po’ timidi, un po’ impacciati del nostro sentire.

Per Lui mi sono aggrappata a mensole di sogno.

Lui, per me , si è vestito di realtà, spesso respirando polvere.

Questa sera è qui con me, lo stringo al cuore, lo stringo in mano, ve lo faccio vedere.

Ed è felicità.

Vedete, alle volte s’alza dentro me dapprima un sussurro, poi una dolce voce di richiamo che gentile, ma insistente mi invita alla scrittura.

Scrivere… che verbo affascinante! Sa posare parole di fantasia su delicate ali di farfalla e su maestose ali d’aquila, sa ammiccare seducendo, tuonare come temporale d’agosto, esondare come torrente in piena,

La mano che scrive alle  volte non riesce a cogliere la rosa ma solo a stringerne il gambo spinoso.

Scrivere è inerpicarsi, scendere con lo slittino da un colle, camminare su greto di fiume o su prati vellutati.

Spesso il foglio rimane muto, come un amico che non tende la mano.

Ma all’improvviso possono affacciarsi le parole…

Allora l’ attesa metafora soffoca il disincanto; il verbo  dà vita al nome, l’aggettivo tinge con pennello i  fiori del prato o  sgradevole li calpesta.

Io penso che sia buona vita specchiarsi in un foglio di carta fino a che bruciano gli occhi, per provare a riconoscersi.

E se qualche rima riesce solo a far sorridere, non importa; consegnare  emozioni a questi lunghi giorni di aridità è già un buon fine.

La Poesia è dei grandi Maestri, la scrittura, che avrà sempre vita, dei Grandi  Narratori.

Io scrivo versi, non poesie, io ricamo parole su fogli di carta, rattoppo il dolore con fili di luce rubati alle stelle, annaffio la gioia con gocce di speranza.

Così, come viole sbocciate a novembre.

 

 

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5 pensieri su ““Scrivo” di Mirta De Riz

  1. Avete scandagliato le mie parole e sistemate in ordinati cassetti. Erano esondate dal mio cuore impetuose come ruscello a primavera, colorate e disordinate come fiori in un prato e così le avete trovate. Nessuna velleità letteraria, è solo la lettura che farò alla presentazione di un mio libro, che
    invierò in omaggio. Non merito tanto. Un bacio.

  2. mi piace l’atmosfera in cui proietta, questa scrittura di Mirta, capace di essere al contempo realtà e visione…insomma Poesia! non so perché leggo e rileggo della rosa e del suo gambo…quasi ad esprimere un senso di protezione di un sè così delicato, le spine stanno a guardia senza inalterare la bellezza del fiore…e le sue parole, petali da custodire.

    grazie. davvero un buon giorno

  3. mi piace l’inizio della pagina “Avevo un sogno”
    penso che riconoscere di possederne uno, un “pongo” da modellare tra le mani dei sentimenti, sia atto di libertà e sincerità
    sono lieta di aver ospitato le parole di Mirta tra le pagine del quaderno

  4. Bellissima…”Io penso che sia buona vita specchiarsi in un foglio di carta”….e io penso che sia, altrettanto buona vita leggere, specchiandosi in quel foglio di carta dove si affacciano parole…per sognare.
    Grazie
    Buona serata
    .marta

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