C’è in me

fotografia Elio Scarciglia

C’è in me

una parola

testimone che non ha paese

e come il mare viene e corre si riversa

in chi l’ascolta

un sole una dedica

cucita a mano come un’organza    leggerissima

una fasciatura di grano  

che maturo galleggia  la sua acqua rotonda   nel chiaro del vento

affiora poco oltre là

nel bianco dove il cielo è un filo di piombo

a perpendicolo dentro i miei occhi

una parola serbata una nuvola sottile un fiato

tra i capelli di mia nonna

e mi ripete lenta il canto

il verde dell’erba che  incauta m’incanta.

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7 pensieri su “C’è in me

  1. il pensiero della nenia finale, lenta cantata dalla nonna, e quell’incauto incantare che il verde-erba compie regalano un’aria di sogno, di altro tempo vissuto e riaffiorato alle labbra….bella. bellissima.

    • una “vestizione” …ritorna spesso tra le parole la libertà e la fantasia che ho visto “camminare” tra le mani di mia nonna quando cuciva abiti per signora
      scrivere è cucire e scucire la propria stoffa confezionando abiti-parole nelle diverse stagioni…
      un testo questo che avevo già proposto in altro luogo e torna qui, nei quaderni, accompagnato dal giallo-oltre di Elio Scarciglia

  2. Ciao, Elina! Noto una certa crescita nel tuo sentire poetico e nella forma lessicale, anche se appena sotto scorre ancora la freschezza dell’ acquamarina. 😉

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