Uno strano maestro

Vladimir Gvozdariki

Vladimir Gvozdariki

C’era una volta un maestro che insegnava in un piccolo paese di montagna. Là esisteva una sola scuola elementare.
Che fatica arrampicarsi ogni giorno sul cucuzzolo del monte con la pioggia e con la neve e quante scivolate.
La mattina appena entrato in classe, per prima cosa, si toglieva le ali e l’aureola che teneva, invisibili, sotto l’ampio mantello.
Poi si sedeva e chiedeva ogni giorno ad un alunno di fargli una domanda.

***

Un giorno la piccola Agata, vinta dalla curiosità, gli rivolse a bruciapelo questa domanda.

– Ma tu maestro chi sei veramente? Non sarai mica
un angelo?-

Laura Barella

Laura Barella

Tutti i bambini iniziarono a ridere, a darsi pizzicotti e a spingersi.
Il maestro con calma ed estrema cura estrasse dal suo mantello, a tratti bucato, una lettera ben ripiegata, la aprì e lesse.
– Sono un ladro dappoco, rubo di tutto, macchine rotte, bulloni, perfino rami secchi e poi sorrisi-
– Sorrisi?-  chiese Piero di colpo diventato attento
-prendo tanti sorrisi e pensieri a vecchi e bambini-  proseguì il maestro.
– E cosa ne fai?-  continuò il bambino.
– Li trasformo in storie che poi diventano fiori- replicò l’insegnante.

**

– Fioori?-  Fu meraviglia generale.
Allora il maestro fiorista raccontò la sua identità con queste poche parole.
-Anche in inverno pianto fiori, sono rose, garofani, dalie, gigli di carta-
– Li curo tutto l’anno nelle tasche di questo logoro mantello, crescono con le vostre parole.-
– Ma non li vendo né li regalo a nessuno.-

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luogo/i

Isabella Faro

once upon a time

 

Luogo il vento che avvolge

Come sciarpa larga di colore

e cupa di voce

Giunge, si congeda

Come assenza scolpita

ho negli occhi ciò che leghi a un passo da te

POESIA CONTRO LA GUERRA

loweooley

loweooley

 

POSTAZIONE PERMANENTE

 

L’intento è quello di mantenere una postazione permanente ad uso della poesia perché indichi la posizione di chi, guardando la guerra in ogni ambito essa si svolga o accenda, veda e dica con nitore cosa sia la morte che coltiva e innesca.
Sempre più spesso ormai non si mettono a “fare fronte” parole di poesia per quanto accade ed è vita, che ci mastica in mandibole feroci, mentre serve che ci sia una voce moltiplicata che si senta chiara e netta fino all’altro capo dell’oceano, serve che la sentano quelli che già hanno il massacro dentro il corpo, serve che sia uno il corpo di tutte le persone con una mente aperta e un cuore possente. SERVONO PAROLE CONTRO IL FALSO POTERE CHE ABIURA CHI RAPPRESENTA IN NOME DI QUALCOSA CHE NIENTE HA A CHE VEDERE CON LA VITA.
Il blog Cartesensibili si fa promotrice di queste parole ed inizia la raccolta dei testi che proseguirà ininterrottamente, con una cadenza legata all’invio da parte degli autori.

l’indirizzo cui inviare è cartesensibili@live.it