Per filo e per segno 

molto belli i “passaggi” di questa lettura che coglie intero il “corpo-sogno”
grazie Nicoletta

Nicoletta Nuzzo

christian-schloe-new-natureSulla poesia di Elina Miticocchio,  Per filo & per segno (edizioni Terra d’ulivi 2014)

Tessere è fare di più filamenti un unico filo che possa estrarre dal vuoto una trama che ci protegga dentro ad un ordine. Ma per la poeta Elina Miticocchio quest’ordine è quasi un disegno onirico che, se rapprende le paure di notte, svanisce di giorno, perché “ritorna il cuore alle stanze del cielo/ all’infinito corpo che in cerchio navighiamo”.

E a muovere questo “infinito corpo” sembra esserci “un debolissimo levarsi delle onde”, un soffio, impercettibile come il respiro, fragile ma potente nell’essere della vita.

Per tutto il libro la parola crea un silenzio fortissimo proprio per ascoltare e non fermare questo soffio che rimbalza fin dall’infanzia “lunga una conchiglia/soffiata in cantilena da mia madre”.

Il corpo di Elina sembra materia sognante che diventa mare “Mi…

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Un pensiero su “Per filo e per segno 

  1. di questa lettura mi colpisce che la parola crea un silenzio fortissimo, quando per creare il silenzio in genere togliamo tutte le parole, ma la scrittura di Elina ha questo pregio, riesce a generare il silenzio che fiorisce poi nell’ascolto e nella visione di quel mondo che è suo, ma che possiamo ritrovare, con i nostri colori, dentro di noi.
    grazie a Nicoletta Nuzzo.

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