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Ho letto e riletto il lungo e denso iter poetico di Angela De Leo edito da SECOP edizioni e ancora fresco di stampa.

L’autrice lo indirizza e lo dedica in apertura di testo “a quanti amano Poesia” ed io, piccola sua compagna di viaggio, desidero condurle il mio personale percorso di lettura nonché l’ascolto.

Cercherò di delineare e rendere quasi corporea le immagini che sono scaturite dall’analisi dei suoi testi che vorrò raccogliere come in un cerchio di figure-simboli.

Partirò dall’ OMBRA. L’ombra simbolo emanazione di noi stessi, incombe come un nero abisso e reca spavento, potrebbe annientarci, cancellando la nostra fragile sembianza.

Accade che all’ombra porti guerra un angelo azzurro.

Le ombre sono tante e l’angelo si chiama SOGNO.

Attraverso il sogno ciascuno riesce a tenere per mano l’ombra che diventa energia e vita, nuova vita.

L’ombra nera, baciata dall’angelo azzurro, diventa SPAZIO del VIAGGIO.

Nell’ombra si scorgono le luci e le voci, le voci portano respiro, il respiro diventa scrittura delle voci.

Chi, come l’autrice, gioca con le ombre ritrova intatta se stessa, gioisce del giardino roseo delle tante oscurità ed età, delle attese, in un incanto leggero e arioso.

L’abisso non invade lo spazio del foglio bianco da riempire con sussulti, dediche, nodi d’amore.

La pagina vive del gesto coraggioso e tenace di scherzare “al gioco improvviso di parole/ faccio capriole” e una luce la sfiora e riluce e ricuce la tela di un’esistenza che arde per la mai spenta Poesia.

 7/06/2015

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