Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 13.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 5 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Terra che è prato

Foto di Laura Pezzola

Laura Pezzola

Ricco di erbe
terra che grida
fatta di sassi
terra conoscenza
terra nazione
terra delle persone
Ad ogni passo che faccio
c’è una terra
è dappertutto
seguo i suoi segni
alberi, pesci, frutti
perfino le foglie
chiamano il cielo
Il respiro del mondo.

Elina Miticocchio da “Semi di parole” Exosphere Plaquettes

GIROTONDO

Illustrazione di Ileana Visigalli

Ileana Visigalli

 

Girotondo casca il mondo
Se Cuci la terra
Finisce ogni Guerra
Fuochino fuochino
Facciamo un sogno
Che non sia
Solo bambino.

 

Scendono i giorni

Scendono i giorni a rotta di collo
su ulivi rossi di menzogna e povertà
cingono il fianco di festa consunta
umiliano il fiato la luce sorgiva
tra i monti e il mare spersi
la luna falcia il tempo degli onesti
è un gran correre strattonare
relegare e allineare
app(r)endere tutto e subito ad ogni costo
passi pesanti a calpestare appartenenze e semi
bambini esiliati nel loro giocattolo
malati addormentati per tanta solitudine
graffia l’anima questo giorno smagliante
di abiti e addobbi rigirati per l’occasione
rievocazione imbarazzante la memoria
quando col braccio allontana il calice
per nutrire la mano di un pasto abbondante

–per ora c’è ancora – dice qualcuno.

(18 dicembre 2011)

Leggendo “Canti dell’attesa”, Sabrina Giarratana, Sonia Maria Luce Possentini Il leone verde piccoli 2015

“Canto del primo battito”, illustrazione di Sonia Maria Luce Possentini

Canti dell'attesa,

L’attesa è un tempo sospeso ed è un modo di stare, raccolti e luminosi.
Leggendo le belle poesie di Sabrina Giarratana e guardando i disegni, fitti di bianco cangiante, di Sonia MariaLuce Possentini, attraverso un passaggio, accresco una gioia interiore silenziosa, a tratti muta.
Muta come quella sdraio, presente in un’altra immagine del libro, che sta rivolta verso il mare, in ascolto di sorprese.
Arriverà qualcuno? – Mi chiedo
Mi metto paziente e mi preparo a rinascere, in ogni spicchio di nascita, aperta ad un viaggio che faccio, a volo, come l’uccellino che nel “canto delle vite possibili”svolazza attorno all’albero.
L’albero che eleggo come madre è il mio stupore, è la possibilità di assorbire suoni e colori e onde, di custodire la mia immaginazione di donna adulta, raccolta in una “culla d’acqua” che si rinnova.
L’incanto è ad occhi aperti, risiede anche nello stare a riva, nel non navigare il mare ma nell’attendere chi (nuova madre) potrà scoprirlo, attraverso l’attesa di un bambino.
“Ogni cosa ha il suo tempo” e giungerà quel momento di contemplazione, e cercando nelle pagine illustrate del grande canto, sempre sospese, come acrobati in luce, saremo madri, tutte, delle nostre creature.

Nel prato azzurro del cielo, poesie di Antonia Pozzi, Motta junior, Giunti

Nel prato azzurro del cielo

Arriva a casa un piccolo scrigno di bellezze.
Parlo della nuova pubblicazione di Motta Junior “Nel prato azzurro del cielo”, una raccolta di poesie di Antonia Pozzi, illustrate magicamente da Gioia Marchegiani.
Splendida la copertina, annuncia il tema del silenzio in tutto il suo splendore cromatico.
Tema ricorrente è la natura, una natura che è e si ricrea attraverso i versi, le sillabe, i suoni, le scene, le manifestazioni tutte della vita.
Sono poesie pure, invitano all’ascolto, si rivolgono ai bambini, sono “poesie per bambini”, come leggo in “Canzonetta”.
Leggendo e, ancora prima, sfogliando il libro annuso la carta e il suo odore mi porta indietro, nel tempo della mia infanzia, quando tra le mani stringevo i piccoli (e pochi) doni di carta, da guardare, da leggere piano.
La poesia, allora, non era compresa tra questi regali. Soltanto da grande ho imparato a goderne, a gioirne, a cercarla.
Pensare di porgerla a piccoli lettori e ai loro genitori mi entusiasma e comprendo, nel mio piccolo, la gioia che ha provato l’autrice delle illustrazioni nel dare forma e colore all’esperienza di luce e di amore che ritrovo intatta in ogni parola, anche la più semplice, adoperata in questo viaggio, tra ombre e luci e rupi e cielo.
Ogni pagina è abitata e genera attesa.
Attesa di guardare oltre, di osservare il fiato dell’erba, il colore di un fiore che si scioglie sotto il bianco.
I miei occhi incontrano la bambina di ieri e immaginano nuovi occhi, occhi di bambini, che sapranno accendere i propri sogni, e con stupore disegnare i loro giochi e il loro tempo.

Nel prato azzurro del cielo

Nel prato azzurro del cielo fa parte della collana Il suono della conchiglia, collana curata da Teresa Porcella e raccoglie libri di poesie “che suonano come conchiglie portate all’orecchio, capaci di risvegliare memorie di antico e di nuovo senza sapere il perché…”.