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opera di Daria Petrilli

Daria Petrilli .

si allungano nell’acqua i nomi degli alberi
che conosco a memoria, li cattura la quiete
di un naufragio, quando la casa non trova
più la foce e gli astri sembrano conchiglie
reclamare il mare, un’eredità forse naturale
che mi porto addosso.
mi commuove la crosta, il sale, la sabbia
quando monta il maestrale oltre le vetrate.
da bambina vedevo le navi passare
come sogni che tornano uguali.
ancora oggi, nella casa, seguono la curva
della luna, i suoi quarti, mi sveglio con le voci
che ha l’infanzia, la lucentezza del pescato
sotto il sole, le canottiere bianche, i vestitini
a righe di cotone.
ricordo restavo sulla porta, in disparte, gli occhi
spalancati a guardare le mani di mia madre
arrossate del sangue, i pesci muti, aperti sul ventre
e anch’io senza parlare finivo il giorno.

 

su i Quaderni di Erato “Tra gli angoli del tempo”
 

 

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