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Angelo Moscarino

Quando leggo un libro di poesie seguo le tracce, cerco il segreto,
l’ordine e il disordine, le radici di quelle piante-parole che, attraversate con cura, diventano viaggio.
La raccolta di Laura Pezzola mi giunge come un dono, un modo per accedere ad un altro luogo, ad una voce che conosco poco.
Saprò – mi chiedo – comprendere la sua scrittura, i segni, le parole nascoste?
Ci sono versi che, da subito, portano al centro esatto dell’idea, del pensiero, in dialogo con la voce, apparentemente semplice, che pur nella sua brevità, cammina accanto al lettore e si fa compagna.
“Bisogna farsi albero”
“Bisogna farsi terra”
Questi versi mi appaiono le chiavi, le sole a consentire di attraversare il tempo mortale, fitto di strappi e ferite, da cucire con l’anima, con la sua “manutenzione”.
La silloge che sfoglio lentamente è la terra quotidiana, rappresenta un esercizio di “resistenza”, di ricerca tesa verso il senso della vita che non si racchiude solo “in un tempo”, non occupa un posto preciso, ma vive nella contrapposizione tra immaginazione e lentezza.
Una profondità nuova, una accortezza di sguardo, non ci farà sentire persi e neppure la vita caotica saprà separarci dal corpo dell’origine, dalla parte interiore portatrice di senso.
Ci sono attimi,ci sono nuvole, a cui tornare.

Elina Miticocchio -Foggia, 5 giugno 2016
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“La manutenzione dell’anima” – Prefazione Daniela Attanasio .Edizioni Progetto Cultura.

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