2016-07-11 11.52.20

dove si fa largo l’acqua trovo il rifugio
la pelle di salsedine, la casa fonda
dentro si cammina a piedi scalzi
quando il tempo è delle mareggiate
nella mia casa i suoni rasentano i ricordi
ragionano d’estate prima di finire in bocca
sfrondati chicchi di caffè, mandorle amare
dove si fa largo l’acqua la notte piega
a consolare, sfarina il dubbio
l’increspatura domenicale della fronte
che allarga fin dall’infanzia, che tiene polso
imbruna

*

cigola la luce quando è mezza la notte
fonda la distanza dall’inchiostro al mare
non appartengo che a queste rive
al dorso della pagina che scrive la lingua
dei cetacei, il suono alto accorcia il nodo
il vento tace sull’Isola, come un presagio
l’alta marea tra i seni, il nero stellato intorno
a fior d’acqua lucciole ignare costeggiano
le coste

*

la terra è tutta nelle spalle
protegge l’ombra del gelso
il verso della sedia contro l’albero
il girovagare lieve tra le gonne
che fa l’erba
quando sconfina troppo
la pelle che arriva dopo l’impazienza
per beatitudini condite
dove nessuno se le aspetta

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