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Maria Pina Ciancio, Assolo per mia madre – Edizioni L’Arca Felice
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Ho ricevuto in dono dall’autrice una copia numerata a mano di questo “diario” e dialogo di affetti, disegnato con i colori della luce e dell’ombra, infine dell’assenza.
– Che colore avrà l’assenza? …
Un’assenza redenta da attimi di paesaggio e dal silenzio del camminare, dell’andare “di mani e di voci”.
Ho atteso a lungo che arrivasse il momento giusto per leggere i versi di Maria Pina, toccando con profondo rispetto e pianissimo ogni riga di scrittura, osservando la particolare grazia dolorosa delle parole, dei frammenti, del coro di voci.
– Non sono pronta – mi sono detta a perdere la terra del giorno di mia madre, a consegnare i sogni che abbiamo nutrito in tante lettere che ci siamo scritte, nella distanza geografica.
In alcuni momenti mi ha vinto la commozione ed ho richiuso il libro, tornando alle cose consuete, indolori.
Soltanto oggi ho sfogliato le pagine e mi sono incamminata, così come Maria Pina e sua madre Carmela tante volte si sono messe in cammino.
Stando sullo stesso percorso ho provato l’appartenenza ad un dialogo, prima fitto di voci, poi divenuto silenzio.
Camminerò più spedita forse o forse mi fermerò ancora, chissà quante altre volte a guardare i vostri “gerani in fiore”, affacciata alla finestra della vita.

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