Esa Riippa
esa-riippa
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Abbraccio il mio albero che mi congiunge all’infinito. Ha braccia grandi e ospitali e foglie che mi portano freschezza. Potrei restare ore legata a questa visione
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Chiamali i sogni. Chiamali sottovoce e pensando alle radici del tuo albero
Quando li vedrai a pelo d ‘acqua saranno fogli caduti sul tuo viso
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Potrei sussurrare oggi questo cielo liquido bianco solitario
Tra le labbra ho ancora bocconi di sogni protesi al loro splendore ma è tempo di raro silenzio a scrivere la mia veste
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Secchi di acqua dal cielo sulla strada per casa e da lontano scorgo il riparo tra le pareti che hanno un tetto e formano parole liberate che passano senza peso tra gli occhi del tempo

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