Sul filo

Disegno di Antonella Schiralli dal titolo ” look up”

Antonella

Sul filo dei miei giorni
cammino i tuoi
giorni sottili
i nostri vuoti
la solitudine per troppo
cuore
amore impigliato
tra i rami di un albero
benedetto sara’ il verde
di un nostro abbraccio

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Mie parole su disegni

Disegno di Massimo Lupato

Lupato

Ho deposto la notte sui tuo occhi
e di corsa ascolto i passi del silenzio
il canto dolce dei piccoli pesci
e il grido delle onde di pianura
tra i rami del cuore
dondola una giostra
sono sogni d’infanzia
.
Disegno di Massimo Lupato
massimo
Ero una figurina sola
negli occhi accesi
avevo emozioni
di canti di giochi
le voci incantate
nel folto dei pensieri
.
Disegno di Antonella Schiralli
antonella

Ho parole confuse
rumoreggiano attimi
di una visione
resto muta sulla soglia
il rosso del tuo cuore
come piccolo fiore
staccato dal suo stelo

Quando scrivo

Opera di Maria Luigia Cirillo

maria luigia cirillo

Imparo a guardare
rinasco osservando
e quando scrivo
respiro il fiore
si apre la bellezza ai miei occhi
sono attimi dentro il mio ‘ora’
li accolgo li stringo
come piccoli miracoli
come favole magiche
che il tempo colora

brevi (nel cielo di Martha)

“Notte Oceano” opera di Martha Nieuwenhuijs

Martha

Nel cielo di cui ho pieni gli occhi
ritrovo i tuoi passi che danzano
l’imminente primavera veste la neve
una scrittura a custodire la casa
l’inizio dello sguardo acceso

.

“Poi c’è il vento cha fa suonare i rami” opera di Martha Nieuwenhuijs

M

Il tuo blu come i piedi nell’acqua d’estate, la scorpacciata di fragole
i baci di due amanti
nella tela splende un sogno lungo
il tempo di portare
il cielo in terra

.

Piccola dedica all’arte di Martha Nieuwenhuijs che tanto mi ha insegnato, la gioia di vivere l’arte, l’innocenza di una favola.

Brevi con Anna Redaelli

opere di Anna Redaelli

Anna Redaelli

dopo ogni notte mi raggiunge
il chiarore dei sogni
e spesso le parole i gesti
si compiono nel sonno

mi risveglio muta
capace di dirmi
sono tornata

.

Anna

faccio preghiere
sono i fili
l’argento
che intrecciano
le nostre anime
e non abbiamo paura
ma solo attese
di ritrovarci goccia
che attende la pioggia

Daniela Rosi. Incisioni

IL VOLO maniera allo zucchero-acquaforte

IL VOLO

 

Sfoglio, adagio, i fogli di luce di Daniela Rosi come un primo ascolto, come una scoperta. Mi sono giunti per posta, contenuti nel bel catalogo, permettono l’incontro, la conoscenza della sua arte. Spesso passeggio tra le pagine, è una verde passeggiata.

Abito con lo sguardo luoghi ancestrali, irriconoscibili se percorsi velocemente, inanimati poiché nati dal silenzio e silenziosi come l’anima che scava nel segreto del proprio mondo.

Le immagini-creature recano un’esperienza, portano i semi del loro viaggio, parlano il linguaggio del segno.

Ho chiesto all’autrice di dialogare con me, di riflettere insieme sul suo lavoro calcografico.

Proveremo, a distanza, ad illuminare le pagine di questo quaderno attraverso alcune sue risposte.

 

 

LA LUCE E IL SILENZIO acquaforte

LA LUCE E IL SILENZIO

 

“Da dove nascono i soggetti delle incisioni e dove accade l’incontro tra la natura e l’immaginario?”

 

I soggetti delle mie incisioni, nascono osservando, direi quasi con morbosità, tutto ciò che mi sta intorno, anche le cose più banali e transitorie, che in realtà, già appartengono alla sfera del mio intimo.Dal paesaggio al particolare, tutto viene filtrato dalla mente, sedimentato e plasmato dall’anima, rivissuto emotivamente e poi reso cercando la fusione fra il naturale, il riconoscibile e l’esperienza spirituale del sentire, dell’immaginare, del sognare.Nascono così spazi bagnati di luce, alla ricerca di particolari atmosfere, spazi fatti di silenzio perchè il silenzio è la condizione ideale per un reale lavoro di introspezione, per ascoltare gli appelli della mente e dell’anima, per capire se stessi e il proprio intimo sentire e rimanere in bilico fra memoria e desiderio, fra sogno e realtà….ecco dove accade l’incontro fra natura e immaginario, semplicemente nel silenzio dell’anima, tradotto sulla lastra dalla linea dell’orizzonte a separare la terra dal cielo, quasi specularità opposte, ma complementari.

 

“Percepisco un tuo amore per la natura profondo e sacro. In che rapporto è con l’anima? Può l’anima abitare le cose della natura? Può l’anima essere casa della natura?”

 

Sicuramente si…l’anima è casa della natura e può abitare la natura, in una misteriosa fusione tra spirito e materia, indissolubile legame di straordinaria armonia che rigenera giorno dopo giorno la mia stupita meraviglia nei confronti della vita. Solo così è possibile nutrire e dissetare la mia anima. Sentirmi essenza dentro una natura che mi abita e mi infonde poesia e bellezza.

 

 

COROLLE acquaforte

COROLLE acquaforte

 

“Di tutta evidenza è, nelle tue opere, l’assenza della figura umana. Vi è un significato in questo che posso intuire e di cui vorrei che mi parlassi”

Nel silenzio dei miei paesaggi corre un messaggio forte: la nostalgia per una natura intatta, dove l’uomo sarebbe soltanto un elemento di disturbo, incapace di vivere in simbiosi con il mondo, avendo la presunzione di esserne il prescelto dominatore e profanatore.Solo nelle opere che hanno per tema i miei viaggi in Africa, sono riuscita a inserire delle piccole “icone viventi”incise nella materia stessa, miniaturizzati e stilizzati emblemi: gli orizzonti bassi e le figure a dire che noi -terrestri e terreni – tendiamo al grande campo dei cieli.

 

“Può l’uomo, potrà un giorno, ritrovare un equilibrio perduto, riscoprire negli elementi del sogno i suoi frammenti dispersi poiché di fatto egli è frammento di cielo? Potrà aiutarlo l’arte, la sua fruizione e il suo dono “in condivisione”?”

 

Noi siamo terra e orizzonte nella misura in cui respiriamo l’infinito, che i miei cieli sono vaste campiture che spaziano, con tutte le loro trasparenze, come una dimensione possibile, come un respiro dell’anima, come immagine del nostro divenire. Questo il mio messaggio. Io voglio sperare che la poesia e il sogno possano, di nuovo, indicarci la linea ideale del nostro migrare, ma intanto siamo arrivati ad un punto di quasi non ritorno, ce la farà l’uomo a riconoscersi, ancora, in un frammento di cielo? Il dubbio è davvero grande.

 

“Nei tuoi lavori che ruolo ha la luce, la sua osservazione, ha senso credere nel suo respiro,nel sigillo di libertà che reca?”

 

La luce è rinascita, è vagito, è respiro, è la vita di cui ci si riappropria una volta usciti dal nero del bozzolo, è il battito della mie ali, i miei occhi innamorati, il mio essere madre, è il mio modo di arrivare al cielo. Si, è proprio la mia libertà.

 

 

 

“Con lievi mani, senza rete” di Anna Maria Curci

Anime bianche di Martha Nieuwenhuijs

martha

 

Con lievi mani e cuore colmo
teso l’orecchio e sguardo attento,
fa’ che io non mi specchi a vuoto,
che riconosca, nell’altro te,
volto, voce e storia, suoi e tuoi.
Dona ali al mio passo, quando
chiama il bisogno, grida aiuto;
sappi frenarlo, dilegua la
mia fretta e pigrizia di ascolto.
Lievi mani sentirò allora
sul capo, lievi mani darò,
senza rete: la rete sei tu.

.

 
Anna Maria Curci
8 ottobre 2011