“La città dei bambini”

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Il tempo passa, il tempo corre e si avvicina un bel giorno. Udite, udite come si chiama. Si chiama La città dei bambini.

Una giornata tutta ideata da un’amica infaticabile e inarrestabile. Il suo nome è Daniela d’Elia.

Si svolgerà a Foggia (sì a Foggia!!) domenica 15 novembre e sarà un giorno speciale e irresistibile e  diverso per piccoli e grandi.

Ci sarò anch’io tra questi bambini.

Roberta Lipparini poesia

Gregory Colbert

Gregory Colbert

 

 

E non c’è poeta che tenga
se nel cuore ha la menzogna.
Lingua di fogna
penna disonesta…
non è poesia quello che resta.

E’ un fiore nudo
uno specchio
un’illusione
un cartoccio d’inganno.

I poeti lo sanno.

LA PROMESSA di Roberta Lipparini

immagine Simona Fedele

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Pensavo il mare mi portasse

pensavo a una promessa

pensavo di pensare una speranza.

Guarda! ti dicevo

Guarda! ti porto al bene

ci andiamo insieme

via, lontano…

E ti tenevo la mano.

Poi l’acqua ha sciolto la stretta

e ti ha portato via.

Che promessa era allora la mia?

Che pensiero era

che è affondato con un niente

Morti.

A un passo dalla gente.

Che pensiero pensavo

che adesso si confonde?

Vengo a cercarti, figlio,

sul fondo delle onde.

Haiku di Mariangela Ruggiu

Andrew Wyeth

Andrew Wyeth

Nel mare buio
stridono i gabbiani
Oppure uomini

Fredda plastica
l’ultimo abbraccio
Erano sposi

Bianco sull’onda
Una scarpa di bimba
in controluce

.
E’ successo ieri
E’ dolore sterile
che non fiorisce

 

 

Un balzo in avanti

Il (WPM) World Poetry Movement/Movimiento Mundiale de Poesia (MMP) è lieto di annunciare il prossimo grande evento mondiale chiamato:

A LEAP FORWARD (UN BALZO IN AVANTI)

e avrà luogo OVUNQUE, giorno e notte, MERCOLEDI’ 29 FEBBRAIO 2012, il giorno che segna l’anno bisestile.

Il blog CarteSensibili è lieto di aprire le stanze a coloro che vogliono partecipare all’evento poichè anche la rete è luogo di incontro tra i poeti e le persone del mondo.

Si prega di inviare i testi prima del 29 febbraio, in documento word allegato, a cartesensibili@live.it.

I testi pervenuti saranno raccolti e pubblicati il 29 febbraio, giorno in cui le voci si uniranno insieme.

rif. http://cartesensibili.wordpress.com/2012/02/20/avviso-ai-naviganti-leap-forward-un-balzo-in-avanti-world-poetry-movementmovimiento-mundiale-de-poesia/

Al tramonto le tre ombre

Si flettono in un’immensa riverenza

colori come fiori magici scesi dai pendii della vallata

il mastio un’enorme bestia d’argento

rapisce al silenzio l’occhio interiore

tra azzurri e bruno profumi nuovi di pittura fresca

l’ombra giunge alla mano  la abita

come un’attesa invita alla seduta

il corpo attende l’attimo circolare

la fugace leggenda

dilava lo sforzo delle ultime co(r)se

e luce nuova sorge nel pozzo

la luna l’incanta a memoria

*

a Zohra, alla terra che la ospita

 

Le lettere in danza come foglie acquatiche

Giunge a me il tuo bene attraverso una fotografia scattata da tuo padre col cellulare

hai una foglia in testa e un ramo verde e tenace ti offre il respiro del mare

come è stare qui e avere tempo per chiedere di te, se stai bene, se piangi, se sorridi

una continua fioritura,un cambio di vento, la libertà di tacere ed emozionarsi dentro

Aspetto ancora un po’ per incontrarti e intanto ti avvolgo in un cerchio di luce

Sei vita atterrata dopo un viaggio duraturo

respiro dell’Universo

Chartae Maceratae di Monica Refolo

Mi trovo (sarebbe meglio dire mi ritrovo) presso l’Officina teatrale” di Pino Casolaro che ospita dall’ 1 al 4 apile l’allestimento di sculture in cartapesta dell’artista salentina Monica Refolo.

La “cartapestaia” propone nel laboratorio teatrale una serie di opere realizzate secondo tecniche che fondono insieme le tradizionali abilità dei maestri leccesi con le nuove sperimentazioni.

La incontro e scopro una persona autentica oltre che un’artista che ama condividere i suoi percorsi con amici e visitatori.

Sta al centro della scena (poiché non dimentichiamolo questo è un teatro), si rivolge, come in un dialogo ininterrotto, ai suoi racconti scolpiti nella carta Mi parla molto schiettamente dicendo che le sue opere vanno lette da ciascuno e a suo modo, tuttavia se lo volessi potrei farle delle domande.

Dice poche cose della sua formazione, ricorda in modo vivo e asciutto la memoria della cartapesta, sua madre e sua zia figure maestre nell’arte e nel lavoro.

“Il parto di Medusa”

*

Nella mattinata ho guardato attentamente i suoi lavori e mi piace ora  soffermarmi con lei su uno in particolare dal titolo “Il parto di Medusa” . Monica parla del rapporto tra la vita e la morte espresse in due immagini complementari, due assiomi direi presenti e visibili chiaramente. La morte ha covato nel seno la vita e la vita è fuoriuscita dal grembo della morte, dalla gola tagliata di Medusa sono nati i figli.

“Il parto di Medusa”

*

L’artista lascia che le emozioni passino dalla visione al profondo sentire, asseconda l’ occhio vigile che esplora, tocca, prova a capire o meglio sentire. Mi rendo conto di trovarmi in un mondo “riassunto”, tutte le sensazioni, anche il dolore, trovano ampio spazio e raffigurazione.

“L’anello mancante”

*

Provo a dare un filo di parola al lavoro dal titolo “L’anello mancante”, lo chiamo a modo mio “l’albero-uomo in movimento”. Penso che contenga un espressione viscerale del dolore, un denudarsi semplicemente emozionante, infine un’accoglienza della sofferenza.

La figura- albero ha rami lunghi, aperti, attenti dunque alle cose, sensibili all’attesa della primavera.

Vedo che sta guadagnando il passo, annusa i profumi della terra, l’erba dirige i suoi rami-braccia alla vita.

“Maschera”

*

Infine punto lo sguardo sull’opera fatta per l’occasione e  in omaggio al luogo che ha accolto l’esposizione. La maschera occupa un punto magico, inondata da un cono di luce, sembra vestita di presenze che animano la scena e spiegano il copione.

Potrei restare qui a guardare ancora molto tempo poiché la “scrittura” svolta attraverso la cartapesta non conosce limiti di tempo, nutrendosi di passato, di sole (il sole infuocato che ha bruciato la carta), di insegnamenti che giungono dalla stessa esperienza dell’artista che si pone, fermo, in equilibrio e mostra in condivisione il suo giardino-mondo interiore.

*

Un sentito grazie a Monica Refolo per averci mostrato, attraverso i suoi racconti visivi ed olfattivi, il rapimento che nasce dalla carta e dagli stracci che insieme formano le chartae maceratae.

Elina Miticocchio, 3 aprile 2011

respiro il tempo della barca

Nicholas e Sheila Pye

lo stomaco -come pentola- borbotta una domanda

dovrei rottamarla o abbandonarla

nello scantinato tra bambole con abiti e pizzi

un fiammifero ad accendere le sere

vento di tramontana e sbattere di vetri

neppure un fiore finto a dire le verità

perfino oggi dietro la tenda del giorno

in solitudine un ombrello raccoglie petali

nello spazio tra matite, polvere di grafite

e foglie morte a mancare.