Tieni la poesia

Opera di Cezara Kolesnik

cezara kolesnik

Tieni la poesia tra le mani
fanne piccolo dono
fanne letizia
e sia lieve il suo peso
durante il cammino
e sia veloce il passo
della voce tua
che rinasce
ogni volta

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Per mare mio amore di Roberta Lipparini

R. Lipparini

Per mare mio amore di Roberta Lipparini (Terra d’ulivi 2016) è una silloge poetica costellata di semi di amore, di fiori d’amore, di arbusti d’amore e di buio d’amore.
Ha una sostanza lieve, in apparenza, ma se la lettura procede e segue il filo delle parole, ci si accorge del dramma che vive i fogli.
Fogli di canto, fogli di incanto, fogli di assenza. Ogni rigo dei testi ci parla, con stupore si cuce alla pelle, come uno strappo, come un graffio, si fa nostro corpo.
Le pagine avanzano tra incantamento e favola a dire un bisogno che diventa parola, poiché le parole sanno ben curare, lenire, anche se dicono il terrore.
Sono versi che si offrono come gesto del dono, senza nascondere o nascondersi parlano della vita, della ricerca di un battito che sia reale o irreale, anche piccolo, ma sempre presente.

Elina Miticocchio, 1.07.2016

di segno

immagine Isabella Faro

Isabella Faro

 

voce di sabbia

ondulata

voce pastello

di segno

e imperfetta appare

come un treno pensoso

la sua corsa tra i filari del vento

Erba

Prince Rea

Prince Rea

questa notte mi è tornata in sogno l’erba-sentiero (elina)

.

tra riga e riga
sospese
come piume
anime di fiato  (marta)

osservatorio gentile

foto di Romina Dughero

“immagini contese tra l’occhio e il desiderio

accompagnate da una stretta di luce”

…al lume di lana l’osservazione disfa la lanterna magica

poi il vento arrotola parole prendono a sbuffare

come caffettiere colme di aromi che sciolgono i colori

disfano il giardino del giorno

riflessi attesi di un’aura che torna …

Che ci faccio con quattro parole

messe in croce a riempire l’insonnia

quasi mi imbarazza il loro sostare

inermi, distaccate

dal vento che le anima

colori stanchi, spaiati

qualunque dolore vorrebbe spalmarsi

distendersi come voce

mormora già vento

– abbassa la voce – ti prego

lasciami ascoltare il fiato della terra

e come una banda in processione

segui con pazienza e intimo rispetto

le impronte mutevoli che ha lasciato