Poesia che mi conduci

Dipinto di Didier Lourenço

Didier Lourenço

Poesia che mi conduci
oltre la soglia di una spiga
nel cuore mio spezzato
che cerca riparo in nuvole-parole
Porta dei cieli che in me si sparpagliano
per ricompormi voce tra le voci
che cercano un salto un volo una terra da cui partire

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suoni di ottobre

Opera di Silvano Braido

Silvano Braido.jpg

il colore del silenzio
nel grano rosso
nel centro-cuore
di una foglia
riveste l’ombra
sillaba

Un giorno

dipinto di Henri Biva

Henri Biva

Non le lacrime
ma un sorriso un giorno
porterò sulla tua tomba
e aprirò la terra della notte
poiché tu esisti
e mi parli dai ricordi
luminosi che abbiamo tessuto
noi che abitiamo dentro
la stessa immagine
dell’amore

ELINA MITICOCCHIO, PER FILO E PER SEGNO

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“Per filo e per segno” nasce da profondi passaggi e momenti in cui sono maturata.
Ho sempre scritto “in segreto” raccogliendo le mie narrazioni in quaderni di appunti.
Le parole che compongono il testo sono nate nel silenzio.
I testi erano già scritti, mi parlavano, quasi sospesi come fili d’erba non ancora colti.
Una parte di me non voleva “camminarli”, forse per paura o presunzione di porgere all’ascolto il lavoro che la luce aveva prodotto nella mia poca voce, rendendola lieve, di primavera.
Eppure osservavo che solo a piedi nudi mi sarei aperta come una nuvola leggera, soltanto così mi sarei forse accorta del mondo.
E’ accaduto di rovistare tra le pieghe di luoghi vicinissimi dove la gioia vive la distanza e in questo parlare, così verde, mi sono ricondotta ad un mare profondo e intatto, spazzando via i sigilli delle ombre,del buio inchiostro che ho disegnato, trasformandolo in amore.
Vi è tanto amore in questi fogli e rispetto per quelle memorie e per lo stupore cui non mi sottraggo neppure ora che ne scrivo a distanza di mesi dalla nascita di questo filo-colore, dove maestri e compagni mi accompagnano, nel segno di una riconoscenza e voglia di crescere lungo la strada che prosegue.

 

Elina Miticocchio, 16.12.2014

inedito di Mariangela Ruggiu

opera di Martha Nieuwenhuijs

Martha Nieuwenhuijs

 

Vorrei che mi crescessero
foglie verdi tra i capelli
e radici tra le unghie,
vorrei suoni di vento
nel mio fiato e nuvole
negli occhi, vorrei acqua
scrosciante sulla pelle
e guizzi argentati nelle mani.
Tu scrivimi parole tra le foglie
e uccelli disegnati leggeranno,
canteranno un canto nuovo
e confonderanno il rumore
degli spari.

c’è un filo di racconto…

“LIBERA”

AnnaRè

Ci attendevano le ampie pareti azzurre e le volte del soffitto che ancora respiravano le nostre chiacchiere. Era quello un luogo dove la mente sognava bocche di fuoco,bocche metà luce e metà ombra. Come le finestre tenevano segrete le nostre faccende.

I giorni passavano e giunse un giorno così pieno di vento a soffiare i capelli da far rotolare le foglie, le poche foglie nostre. L’estate correva tra le tende sfiorite e col tempo per cappello riponevamo la luce calda dell’estate per raggiungere l’autunno…