solo un commento

leggo ora e penso alle tue motivazioni
mi accorgo di non saper parlare di certe cose

sembrano quasi non avermi riguardato, eppure non è così

mi chiedo perché non essere toccata dal più vero sentimento, fatto di aria e carne

ditelo voi allora che sguardo ha l’amore, come parla e se ascolta

provate  a pensarlo e immaginate di doverlo disegnare

per me che cerco di colorarlo invano nutrendomi di pagine logore che amo guardare come volti antichi e fragili

un tempo ero paga dell’acqua di una sillaba che restava appesa all’angolo di un breve sorriso

oggi non più, i tempi sono maturi e le righe da leggere hanno arginato le mie dighe
questo è un motivo per cui lascerò andare la penna, che riposino le linee esangui tracciate su un diario troppo manifesto

che si beffa dei miei anni, tutti visibili in un trucco per ogni dolore o solo per confusione

a te auguro ogni bene e di incontrarti (sono certa che accadrà) su altri fogli

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Per te

Raccolgo quaderni

semino voci elementari

tra l’orizzonte e dentro la gola

asciugo lacrime

giocano con poca luce

e ci fu un’ora in cui ti persi

colore della parola

forse la tua memoria breve

giunse in vaso

scappata al respiro di un fiore

intrappolato in un abito nuziale

indossato a sigillo d’amore

stanza sospesa nell’acqua.

Foto Anna Hurtig

Supina

  Yamamoto Masao

mi dispongo in ombra

sorda

al rumore di sere a rovistarmi

giunge il tonfo di un piatto da lavare

scappato di mano

un battito lento mi estranea

fiori spersi profumati

mi cullano dolcemente

un letargo mi avvolge

al risveglio ho negli occhi

cicale inebriate di luce.