Mie parole su disegni

Disegno di Massimo Lupato

Lupato

Ho deposto la notte sui tuo occhi
e di corsa ascolto i passi del silenzio
il canto dolce dei piccoli pesci
e il grido delle onde di pianura
tra i rami del cuore
dondola una giostra
sono sogni d’infanzia
.
Disegno di Massimo Lupato
massimo
Ero una figurina sola
negli occhi accesi
avevo emozioni
di canti di giochi
le voci incantate
nel folto dei pensieri
.
Disegno di Antonella Schiralli
antonella

Ho parole confuse
rumoreggiano attimi
di una visione
resto muta sulla soglia
il rosso del tuo cuore
come piccolo fiore
staccato dal suo stelo

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Piccola poesia

Disegno della cl. 3 B del IX Circolo Manzoni – Montessori di Foggia

Titolo : Coloriamo il mondo d’amore

Ogni bambino e’ un aeroplano
vola alto e tende la mano
è un cuore di cento colori
è la pace che porta nei cuori
è la gioia e la festa
mentre il mondo
corre di fretta

Ricordami

Remember me
2017 – Immagine di Antonella Schiralli

Ricordami
ero un bambino
e viaggiavo nel mare
 
era azzurro
come un sogno
aveva coriandoli e stelle
 
quella notte mi chiamava
nel sonno scivolavo
tra parole lontane

 

Nuvole e parole di Valeria D’Amico

Sono nuvole e parole,
nella danza di un pensiero
mi fermo a cercarti…
È un compasso
il mio amore
che intorno a te
traccia cerchi perfetti
come l’estasi dei tuoi baci
persi nell’ eclissi
del tuo amore…
Profonda, lacerante, incessante
smania di averti!
Barcollo in un vortice
Siamo stelle vagabonde
nel vuoto cosmico…
È il racconto del mio dolore
quello che tu non vuoi sentire…

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Poesia tratta dalla raccolta ” La limatura del silenzio ” di Valeria D’Amico, silloge di 40 poesie, pubblicazione nata poiché l’autrice ha vinto il Premio Ungaretti 2017 indetto da Antologica Atelier

Francesco Paolo Dellaquila legge “Le stanze del vento” di Elina Miticocchio

Le stanze del vento SECOP edizioni 2016. Prefazione di Angela de Leo.

Opera in copertina ‘Come un albero’ di Anna Redaelli

copertina

 

“Le stanze del vento” di Elina Miticocchio è un libro elegante, accurato, metodico, con andamento delicato come la melodia di un coro di voci bianche dove tuttavia si possono recepire diverse forme tonali, espressive e con un grande effetto di ‘retrogusto’. La poesia, nella sua apparente semplicità, richiede un’accurata oculatezza per metabolizzare ogni livello del pensiero della poetessa, per meglio distinguere le ‘forme’ dei contenuti e rintracciarne le immagini poetiche create. Ed è un pensiero che si sprigiona (e si legge) in ogni singola parola per poi completarsi in una valida sintassi poetica.
Il miracolo della poesia di Elina si compie anche attraverso accorgimenti spesso involontari che innescano proprietà indispensabili come il ritmo e la musica! “Mi allontano / a piedi scalzi / dalla terra nutrice / e casa paterna”. Analizzando questi versi possiamo constatare qual è la condizione che produce il suono: innanzitutto la presenza di parole piane poi l’innesco attraverso l’uso si sillabe ripetute come la “erre” in: terra / nutrice / paterna. Come anche la “enne” finale nel primo e nell’ultimo verso come cenno di rima.
Ed ancora: “prima di svegliare il silenzio / attorno riponeva i sogni / tessuti nei suoni del vento / in terre di rinnovata memoria” Qui troviamo la “enne” come sillaba da collante tra un verso e l’altro.
Sono ricami, decorazioni, ornamenti di parole, sono creazioni intessute con ago e filo. La pacatezza dell’andamento non manca di sussulti come nel gioco di una bambina che indossa parole pensando al futuro, come non mancano intuizioni apprezzabili di una poetica innovativa e moderna.

Eccesso di luna

eccesso di luna

 

Eccesso di luna. Editore Rupe Mutevole.

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Leggendo la silloge poetica di Nicoletta Nuzzo ho ripensato alle fiabe infantili e al mio leggerle trasognato.

Ogni lettura era un viaggio e bisognava sporgersi, oltre il proprio corpo, affinchè il mondo incontrato non sbiadisse, una volta riposto il libro.

Era quella la magia dell’incontro con la “viva densità delle parole”.

Ho mantenuto questa attitudine ad abitare le parole, a protendermi verso, a convocarmi, oltre lo specchio di un registro reale.

Le poesie presenti nella raccolta Eccesso di luna distillano colori di vita e paesaggi pieni di personaggi.

Ci sono anch’io tra queste creature reali. Eccomi mentre scrivo le mie tracce raccolte in “semi di parole”.

Che ruolo ha il tempo lo dice la nostra poetessa nel testo “Mandarini”, una poesia fatta di odori e ricordi, piena di sguardi e trame. Riesco a gustare quella “frutta di mandorla dipinta a mano”.

La caratteristica che tratteggia l’opera è appunto la facilità che potrà incontrare ogni lettore attento di compiere continui attraversamenti.

La poetessa ci insegna a camminare oltre la linea di demarcazione abituale tra reale e rappresentato, fino a fare degli occhi lo strumento del viaggio, nel racconto che si manifesta reale in uno spazio simbolico.

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Semi di parole

ho continuato a leggere e confermo

c’è una forza primaverile,

è da ieri che ci penso,

in questi tuoi versi ci sono dei semi di parole e di vita

che si donano reciprocamente

e in questa fecondità il vuoto si assottiglia

(Poesia a me dedicata da Nicoletta Nuzzo, presente nella sua silloge poetica “eccesso di luna”, Rupe Mutevole Edizioni 2017)

Ho sognato

Josephine Ryan

Josephine Ryan

Ho sognato di guardare il cielo, nient’altro che il cielo e poi ci sono cascata dentro. Mi sono persa nei nascondigli delle nuvole, nella loro pancia di ovatta.
Accucciata in un lembo, ho sentito la mia piccolezza.
Ora sono sveglia e mentre scrivo guardo un pezzetto di cielo e sono non piu’ materia di sogno ma anima spirituale in ascolto.

Il buon viaggio. Emozioni di lettura.

Il buon viaggioBeatrice Masini e Gianni De Conno, Il buon viaggio, Carthusia 2017

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Il buon viaggio, libro illustrato da Gianni De Conno su testo di Beatrice Masini, si apre con l’immagine di una valigia che si staglia, solitaria, silenziosa, sulla pagina bianca.
Ogni esperienza umana presuppone un movimento, emotivo, di crescita, di cambiamento di sguardo, perfino di rinascita interiore.
La valigia che osservo, in apertura del volume, contiene memorie e sogni e silenzi mentre un cielo azzurro e meraviglioso immobile li accoglie.
Il cielo della tavola successiva rapisce gli occhi, li colora, evoca atmosfere sognanti e grandi spazi. Il filo, direi perfino il nodo che lega le struggenti immagini è un testo poetico dell’autrice Beatrice Masini, crea spunti di riflessione sui propri “viaggi”, reali oppure immaginari, sulle proprie mete da raggiungere.
Suggerisce risposte ma anche domande come accade ai testi che aprono il cuore e la mente.
Il viaggio è l’imprevisto, la fuga solitaria, l’incontro con noi stessi, con i nostri limiti, con gli ostacoli che rallentano il passo, che frenano la corsa, e noi restiamo seduti sulla valigia del tempo, appartenenti ad esso eppure stupiti “alla fine del cammino”.
Nel cuore abbiamo doni d’amore, sono le radici del nostro coraggio e la tenacia e il trasporto fanno “buono” il nostro viaggio.

Poesia che mi conduci

Dipinto di Didier Lourenço

Didier Lourenço

Poesia che mi conduci
oltre la soglia di una spiga
nel cuore mio spezzato
che cerca riparo in nuvole-parole
Porta dei cieli che in me si sparpagliano
per ricompormi voce tra le voci
che cercano un salto un volo una terra da cui partire