Una fotografia

Piccole magie del bosco, all’imbrunire.
Travelling, 2016

Viola Cadice

Parole e fotografia di Viola Cadice

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Sogno di bambina

foto di Jack Spencer

Jack Spencer

Mi perdo nel bosco
Bosco di leccalecca
Faccio un sogno
Lungo come uno sbadiglio
Cerco un paio d’ali
Cerchio la mia gioia
che piccola mi salta in petto.
La mamma mi dice che in testa
ho solo mosche
Io penso che è solo una storia
ed io delle storie non ho paura

(BOSCO) di Silvia Rosa

foto di Alessandra Baldoni

alessandra baldoni

[ad A. B.]

 

M’innamoro a d e s s o

del bosco che mi racconti con la voce,

di quel verde lucido che sbuca

come un frutto appena colto, fresco,

dopo tutta questa quiete, dopo troppi

fantasmi di vento, dopo passi di foglie

morte e un filo ruggine che ha stretto

mani e alberi in un nodo senza cielo,

parlami ancora con i tuoi occhi

io voglio scrivere per te così parole

nuove e tante io voglio perdermi

per sentieri di mattoni gialli e rossi

per il tuo sguardo, fino al bosco

che mi racconti con la voce, e poi

trovare un punto di sole tra le ombre

in cui spogliarmi di ogni desiderio

e di ogni forma, in cui mangiarmi lenta,

voglio venire a cercarti come un lupo

parlare la lingua del bosco che tu

m’insegni a d e s s o, senza voce e occhi.

 

1° verbale-nel solco (tra-me con Daìta Martinez)

.

Sciuscia na lacrima e calanu l’occhi dintra u pettu sfardatu

poiché la luce attraverso l’ora

pallida svapora

pausa l’agguato dei colori del bosco

accoglie sull’uscio guscio e fiore   di seta la parola

sugli occhi mentre vado a cercarla

in una riga nero azzurra, una diga

– non separa le virgole- 

in un silenzio solo stilo

un verbale dal midollo

dall’attimo del cuore

tu sola mi chiami

delicata parola e ti basta pensarmi

racchiusa nell’uovo assorbente in una forma di luna

cuci la stoffa sulle mie spalle

bianche bambine ancora

e ascolto i passi il suono

 

arrivano come il pane quando è caldo

 

perché è  una nascita ancora   lo stupore del giardino

la posa seducente delle dita quando dalla sacca amniotica della bocca

sul silenzio rosso della lingua seminano un pesce che guizza

una corolla semplice un’ ascesa

al movimento di quel parto.

 

In letto di foglie rosse

si stendono le parole come letti da rifare

hanno freddo i sogni

nessun imbarazzo vela il mormorare

bassa la sua voce è vento

rischiara il bosco di erbe aromatiche

mi ripete di non avere freddo

se cammino a marcia indietro

ritroverò i miei passi

nel pongo del tempo