i miei fogli da Le stanze del vento letti da Nina Maroccolo

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LE STANZE DEL VENTO, Secop edizioni 2016

Eppure una lieve carezza di solitudine e di nostalgia permane nell’opera di Elina. L’incantamento di cui ci fa dono rammenta il volo degli uccelli prima della pioggia: un volo basso, rasente quel sentimento terrestre che pur non sfiorano.

Sembra un ossimoro. Il volo di lassù non è poi tanto diverso dal volo di quaggiù: la differenza è che noi siamo angeli con un’ala soltanto, e sbagliamo come esseri umani, mirando a una perfezione appartenente a molteplici dimensioni – nell’abbraccio.

E i versi di Elina ci sospingono nel canto dell’Angelus mattutino, fra le tinte acquarellate e dolcissime dei paesaggi.
Tutto accade. Come nell’universalità di Emily Dickinson.
Se c’è stata una donna che ci ha illuminato di fermezza, con la sua potente, sommessa indimenticabile voce; la parola sussurrata in un respiro, o in caduta libera; creatura di cielo e di terra: questa donna e poeta è Emily.
Elina si avvicina molto a quel sentire. Anche nel dolore privato, alla sua gnosi.
Ed è Bellezza. E’ preghiera inestinguibile…

Leggendo “Canti dell’attesa”, Sabrina Giarratana, Sonia Maria Luce Possentini Il leone verde piccoli 2015

“Canto del primo battito”, illustrazione di Sonia Maria Luce Possentini

Canti dell'attesa,

L’attesa è un tempo sospeso ed è un modo di stare, raccolti e luminosi.
Leggendo le belle poesie di Sabrina Giarratana e guardando i disegni, fitti di bianco cangiante, di Sonia MariaLuce Possentini, attraverso un passaggio, accresco una gioia interiore silenziosa, a tratti muta.
Muta come quella sdraio, presente in un’altra immagine del libro, che sta rivolta verso il mare, in ascolto di sorprese.
Arriverà qualcuno? – Mi chiedo
Mi metto paziente e mi preparo a rinascere, in ogni spicchio di nascita, aperta ad un viaggio che faccio, a volo, come l’uccellino che nel “canto delle vite possibili”svolazza attorno all’albero.
L’albero che eleggo come madre è il mio stupore, è la possibilità di assorbire suoni e colori e onde, di custodire la mia immaginazione di donna adulta, raccolta in una “culla d’acqua” che si rinnova.
L’incanto è ad occhi aperti, risiede anche nello stare a riva, nel non navigare il mare ma nell’attendere chi (nuova madre) potrà scoprirlo, attraverso l’attesa di un bambino.
“Ogni cosa ha il suo tempo” e giungerà quel momento di contemplazione, e cercando nelle pagine illustrate del grande canto, sempre sospese, come acrobati in luce, saremo madri, tutte, delle nostre creature.

Voci di pietra: una foto di Elio Scarciglia

elio scarciglia

Dietro al rosone

Tu fai dell’arsura

Un canto di passi

(e.m.)

.

Dura di pietra
purezza della rosa
che  vuole aprire l’aria
e  coi suoi raggi il celeste di nubi tormentose deflora
celestiale rosa cresciuta in terra ubertosa
per rendere dell’umana perfezione la rosa vergine gioiosa
dove carnalità e passione  amorosa disegnano altra  rosa
in un discorso breve e caduco
la chiave di un simbolo sotto l’albero del sambuco
che mente e cuore illumina
nel macro del cosmo
infinito il  dio e il  luogo
di una luce senza traccia
che ieri come adesso ci tocca e
sfiora d’ogni petalo la rosa
con spine e aroma dell’amore
che non resta se non il pungolo
dentro cui la vita ruota
da un antico giardino
dove  tutto è passato e peccato
nella bocca l’amaro di un eden abbandonato
rosa mistica del tempo che passa
rosa fragrans di memoria tessuta
rubra rosa della sorellanza tra ciò che si è
e ciò che si è ancora
rosas das rosas vita imperitura e imperiosa
rosa della novella buona
che nasce e attimo per attimo
ci rinasce ancora

f.f.

.

Fa capolino il tempo
e spartisce, la pietra.
Guida lo sguardo e sonda.

Anna Maria Curci

.

è già nella pietra la perfezione del gesto,
un filo di luce
a ricamare nel buio

Mariangela Ruggiu

Spighe al sole

si addormentano

zittito il mare non porta respiro

scrive nel cono di luce

effonde il suo canto

non si spogliano radici

innevate di stagioni

fuori tempo

sorreggono la croce

conta poco non riconoscere

la soglia

della gabbia aperta conservo

stelle immacolate

sanno il canto

del mio Signore.

opera di Cristall Harper