Semi di suono

opera di Zhang Biao

Zhang Biao

Non te lo dico il bene che ti voglio
Lo tengo in testa
Lo trasformo in foglio
Non posso dire di amarti come prima
Cresce il soffio
Asciuga il rumore
Ogni seme di suono
Germina Amore

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Sei lanterna al mio passo

Immagine di Glenda Sburelin

glenda sburelin

Nel sonno che avanza come un vagone su consunte rotaie
tra le ciglia che si chiudono come portoni
ti ho vista seduta accanto al mio letto
ferma nel gesto quasi in preghiera
volevo trattenerti come se fossi
una riga di scrittura
l’impronta che lasciavi sul foglio
quando mi insegnavi a leggere
nelle balze di una storia di cartone

animata
mi sono girata sul fianco
volevo aprire l’uscio della visione
ti ho persa nella sillaba di un saluto

Oggi nel foglio inchiostro

Foto Yamamoto Masao

Yamamoto Masao

 

 

Da Per filo e per segno, Elina Miticocchio (ed. Terra d’Ulivi 2014)

 

Oggi nel foglio inchiostro
la poca voce
al fiore che si apre.

Mi sta nel palmo.

Una luna di petali.
Un filo specchio tra un prima e un dopo.

Nella bocca una rinascenza
ritorna il cuore alle stanze del cielo
all’infinito corpo che in cerchio navighiamo

al becco del passero tra le foglie quel biancore

appreso alle ali (mi) è benedetto
riscrive le radici del mio albero
e del mio tutto tempo resto ascolto.

“Scrivo” di Mirta De Riz

immagine Christine Kysely

.

Avevo un sogno.

Alle volte lo cullavo, alle volte lo tenevo in tasca, altre volte ancora, era lui ad allontanarsi altezzoso da me.

Poi arrivò quel giorno.

Un giorno di un inverno qualunque, ricordo luminose vetrine addobbate con cuoricini rossi e cioccolatini.

S. Valentino, la festa degli innamorati.

All’improvviso, inattesa, un’emozione, una riga di lacrima, degli applausi.

Quella notte il mio sogno ed io ci siamo parlati, un po’ timidi, un po’ impacciati del nostro sentire.

Per Lui mi sono aggrappata a mensole di sogno.

Lui, per me , si è vestito di realtà, spesso respirando polvere.

Questa sera è qui con me, lo stringo al cuore, lo stringo in mano, ve lo faccio vedere.

Ed è felicità.

Vedete, alle volte s’alza dentro me dapprima un sussurro, poi una dolce voce di richiamo che gentile, ma insistente mi invita alla scrittura.

Scrivere… che verbo affascinante! Sa posare parole di fantasia su delicate ali di farfalla e su maestose ali d’aquila, sa ammiccare seducendo, tuonare come temporale d’agosto, esondare come torrente in piena,

La mano che scrive alle  volte non riesce a cogliere la rosa ma solo a stringerne il gambo spinoso.

Scrivere è inerpicarsi, scendere con lo slittino da un colle, camminare su greto di fiume o su prati vellutati.

Spesso il foglio rimane muto, come un amico che non tende la mano.

Ma all’improvviso possono affacciarsi le parole…

Allora l’ attesa metafora soffoca il disincanto; il verbo  dà vita al nome, l’aggettivo tinge con pennello i  fiori del prato o  sgradevole li calpesta.

Io penso che sia buona vita specchiarsi in un foglio di carta fino a che bruciano gli occhi, per provare a riconoscersi.

E se qualche rima riesce solo a far sorridere, non importa; consegnare  emozioni a questi lunghi giorni di aridità è già un buon fine.

La Poesia è dei grandi Maestri, la scrittura, che avrà sempre vita, dei Grandi  Narratori.

Io scrivo versi, non poesie, io ricamo parole su fogli di carta, rattoppo il dolore con fili di luce rubati alle stelle, annaffio la gioia con gocce di speranza.

Così, come viole sbocciate a novembre.

 

 

Presupposti di asciugature al sole nel vento tra-me

Catrin Arno

come uscire da un guscio molle

l’interiorità da osservare e tenere pulita oltre le cose

il tatto mutevole la casa che abiti

e nel lasciare vecchie abitudini attesa di compimento

primizia il lieve candore che accerchia le gote

un foglio di essenze lo sguardo a osservarti

acqua concepita goccia nel creato

resto intatta su radice di occhio a te-ssere

 

22 ago. 11 -per Arianna